La Maledizione di Tutankhamon (1/5) | Punto Interrogativo. Numero 10

di Daniele Bonfanti
 
Vi avevo lasciati in Sudafrica, un paio di mesi fa, a giocare con quelle buffe palle… Spero vi siate divertiti, ora però viaggiamo verso Nord. Restiamo in Africa, perché, come promesso, parliamo de

La Maledizione di Tutankhamon (1/5)

Uno spirito maligno potrebbe avere provocato la fatale malattia di lord Carnarvon. Non sappiamo quali spiriti elementali esistessero a quell’epoca, né che forma avessero; gli Egizi erano molto più esperti di noi in tal materia.

Parole di un pazzo visionario? Di un propinatore di sciocchezze? No. Parola di sir Arthur Conan Doyle. Già.sir arthur conan doyle Proprio lui. Il creatore di Sherlock Holmes, del razionalissimo detective maestro di logica e coerenza. E che allo stesso tempo era una delle massime autorità del movimento spiritista (Doyle, non Holmes) – tanto per dimostrare (ancora una volta) che logica, scienza e “certi argomenti” possono tranquillamente andare a braccetto. Dipende da come li si affronta. Ma non divaghiamo – non già in apertura, per lo meno.

Doyle parlava di lord Carnarvon. Chi era costui?
Era lo scopritore, insieme a Howard Carter, della tomba di Tutankhamon, il sinistramente celebre “faraone bambino”.
Sinistramente, sì, perché se si è ritagliato un posto nell’immaginario collettivo è stato più che altro per la famosa maledizione legata al suo nome, oltre che per lo straordinario tesoro. Maledizione che tutti conoscono; per sentito dire, più che altro. Maledizione che ha avuto un peso gigantesco nella concezione moderna, nostra, dell’antico Egitto; che ha influenzato in modo determinante letteratura, cinema, fantasia in generale. Spesso in maniera inconsapevole per gli autori, o per i fantasticanti, tanto si è radicata archetipicamente nell’immaginario.
Infatti, quanti, di fatto, conoscono la storia che le sta dietro?

lord carnarvonSiamo in Inghilterra; Highclere Castle. È la mattina del 5 Novembre 1922. Lord Carnarvon, ricco Conte appassionato di antichità e archeologia, sta rilassandosi nel suo vasto giardino, quando lo avvertono dell’arrivo di un telegramma da Luxor.

Finalmente effettuata meravigliosa scoperta in valle STOP Tomba magnifica sigilli intatti STOP Ricoperta stessa per vostro arrivo STOP Congratulazioni FINE

Il mittente era Howard Carter, egittologo e amico del lord, che scavava grazie ai finanziamenti del ricco mecenate.
Pareva che il vento fosse favorevole: la tomba era proprio quella del faraone morto diciottenne – così narravano i geroglifici – nel 1320 a.C. Tomba di cui si conosceva l’esistenza dagli antichi resoconti, ma che era perduta. Successore del “grande eretico” Akhenaton, suo patrigno, Tutankhamon non era molto famoso. Era stato addirittura cancellato dalle liste dei reali. Perché? Non si sa. Sappiamo che durante il suo breve regno, di dieci anni, abolì l'eresia amarniana ripristinando il culto di Amon e riportando la capitale da Tell el-Amarna a Tebe.

Il 23 Novembre, Carnarvon, con la figlia lady Evelyn, giunsecarter e carnarvon sul posto, e gli scavi ripresero subito.
In tre giorni fu aperto un passaggio di circa dieci metri, e alla fine gli esploratori si ritrovarono di fronte a una porta sigillata da grosse pietre.

Lasciamo che sia Carter a raccontare quel momento storico:

Con mani tremanti aprii una breccia minuscola nell’angolo superiore di sinistra… Facemmo una prova con le candele, come precauzione contro possibili fughe di gas infiammabili, e poi, ampliando un po’ il foro, inserii la candela e guardai all’interno. Lord Carnarvon, lady Evelyn e Callender attendevano accanto a me, ansiosi di conoscere il verdetto. Dapprima non riuscii a vedere nulla, perché l’aria calda che fuoriusciva dalla camera faceva oscillare la fiamma della candela, ma presto, via via che i miei occhi si abituavano alla luce tenue, i dettagli della stanza emersero lentamente dal buio: strani animali, statue e oro… dappertutto lo scintillio dell’oro. Per un istante, che agli altri parve un’eternità, rimasi sbigottito dalla sorpresa, e quando lord Carnarvon, incapace di tollerare oltre la tensione, mi domandò con ansia: «Potete vedere qualcosa?», riuscii a pronunciare solo le parole: «Sì, cose meravigliose.»

tesoro tutankhamonTante “cose meravigliose”, peraltro, visto che per catalogarle tutte Carter dovette restare a Luxor per otto anni. La più grande e straordinaria collezione di “cose meravigliose” antico-egiziane mai ritrovate. Tra esse, il magnifico sarcofago di oro massiccio che richiese otto uomini robusti per poter essere sollevato. E anche, meno noti, altri due piccoli sarcofaghi – simili a quello principale per aspetto e struttura, ma in scala – rinvenuti in una cassa, contenenti le mummie di due feti. Forse, i figli (o le figlie, pare) prematuri del faraone.
Ma intanto, in quegli otto anni, intanto succedevano cose.

La notizia divenne di dominio pubblico il 30 Novembre, grazie all’articolo di Arthur Merton pubblicato sul Times. Proprio al giornale londinese Carnarvon concesse l’esclusiva per tutti gli articoli sulla scoperta. Intanto Carter e Carnarvon organizzavano una squadra di esperti in collaborazione con il Metropolitan.

Tutto procede per il meglio…

6 Marzo. Lord Carnarvon si sta radendo. Forse non si è accorto di una puntura di zanzara sullazanzara guancia, e con il rasoio la incide, procurandosi un piccolo taglio.
L’infezione giunge rapida, e la guancia si gonfia causando un forte prurito. La ferita viene disinfettata, e il conte raggiunge Evelyn, la figlia, al Cairo, per essere propriamente medicato.
La febbre, però, invece di scendere, sale.
Una settimana dopo la temperatura è preoccupante, la setticemia è peggiorata, e Carnarvon comincia a mostrare i sintomi della polmonite.
Anche il figlio e la moglie lo raggiungono, giungendo in volo dall’India. E la voce, inevitabilmente, si diffonde.
Così come cominciano a diffondersi le prime ardite ipotesi, che non si tratti di una semplice infezione, ma di qualcosa di ben più inconsueto: i giornali – perlopiù quelli d’oltreoceano – prendono a ospitare articoli e lettere di scrittori, studiosi e giornalisti che sempre più spesso contengono parole come “profanazione”.

apertura sarcofago tutankhamonFamosa la lettera della scrittrice Marie Corelli, apparsa sul New York World, che dice, citando un libro raro in suo possesso:

… chiunque violi una tomba sigillata, anche inavvertitamente, sarà perseguitato da una punizione terribile. Il libro nomina “diversi veleni segreti racchiusi in scatole in modo tanto astuto che coloro che le toccheranno non sapranno la causa delle loro sofferenze”. Questa è la ragione per cui mi chiedo se sia stata davvero una puntura di zanzara a causare la grave malattia di lord Carnarvon.

5 Aprile. Ore due di notte.
Susie, il fedele cagnolino di Carnarvon ulula al cielo inglese e si accascia a terra. Morto.
Nello stesso istante, l’intera rete elettrica del Cairo salta. Black-out per cinque minuti.
Quando torna la corrente, il cuore del Conte si è fermato.

 


Ci vediamo qui domani, con la seconda puntata.
Intanto, vi aspetto anche su XII Forum, dove trovate uno spazio dedicato a Punto Interrogativo.


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