Una domanda sugli ebook a Andrea Malabaila e Carlotta Borasio

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Carlotta Borasio e Andrea MalabailaSecondo noi i motivi per cui l’ebook non ha ancora sfondato sono molteplici. In parte la crisi ha rallentato la crescita di un fenomeno che magari avrebbe potuto prendere molto più piede, ma non si può ridurre tutto a questo. Da parte degli editori c’è ancora poca voglia di sperimentare. L’ebook è una versione digitale del cartaceo e non un prodotto a sé. Crediamo anche che, almeno per quanto riguarda i grandi editori, ci sia una certa reticenza a buttarsi in un mercato che potenzialmente potrebbe ritorcerglisi contro (e non parliamo solo di pirateria).
Non sappiamo se gli italiani siano più ‘tradizionalisti’ e quindi meno pronti ad adottare le tecnologie. Vero è che il libro, nella sua forma, ha subito poche trasformazioni nei secoli (pensiamo invece a quanti supporti diversi ha avuto la musica e con che facilità si sono succeduti). Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Stefano Di Marino

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Io lavoro con il digitale da più di due anni. Ho cominciato a sentirne parlare durante una serie di corsi tenuti all’Università Statale di Milano da un mio amico che invitava scrittori che lavoravano in vari settori (narrativa letteraria, storica, di genere) a parlare delle nuove tecnologie legate al loro lavoro. Non ne sapevo molto io e neanche gli altri. Ho cominciato a ripubblicare alcune cose mie introvabili in ebook e poi è nato il progetto della Rivista Action che marcia a gonfie vele da un anno… A gonfie vele, insomma… I numeri effettivi degli scarichi sono bassini per tutti. Non è mettendo in mano alla gente un ‘coso’ elettronico che si creano nuovi lettori. Si va a prendere una piccolissima parte di quelli già esistenti (l’un per cento pare). Io continuo a crederci e vedo il futuro nel digitale per cui voglio esserci. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Sandro Battisti

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo che il problema della scarsa diffusione degli eBook in Italia sia soltanto un retaggio del conservatorismo, quasi provincialismo, che si respira nel Paese. Si adducono motivi a favore della carta quali l’odore, la tradizione e cose simili, ma la carta ha il solo vantaggio del prestigio, mentre il digitale ha tutto il resto, come la ricerca veloce nel testo, la portabilità, lo stoccaggio inesistente delle copie, la loro non deperibilità e ultimo ma non ultimo, il costo notevolmente più basso dei volumi. Inoltre, con gli eBook è facile acquistare anche un file contenente anche una storia breve, cosa che in cartaceo è resa proibitiva dai costi e dalla scarsa possibilità di vendita. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Dario Tonani

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Da noi la partenza col freno tirato degli eBook non può che essere, in primis, un riflesso del nostro essere un popolo di lettori deboli. Nessuno credo che avesse messo in conto chissà quale perfomance del digitale da subito. Ma è pur vero che il mercato cresce sensibilmente e anche chi riteneva d’impegnarsi solo per “obbligo di firma”, oggi comincia a parlare di fenomeno incontrollabile per il quale non è saggio chiamarsi fuori.

Il fatto poi che la lettura venga fruita attraverso un monitor – in un’epoca in cui schermi e monitor monopolizzano informazione e entertainment – aiuta ad avvicinare ai libri le nuove generazioni di lettori. Ecco, direi che questo è il tasto sul quale forse è necessario battere di più: se i giovani non vanno alla montagna, la montagna… Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Francesco Verso

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Non so quanto tempo sia necessario per raggiungere “il grande pubblico”, ma per quanto riguarda l’esperienza maturata negli ultimi due anni sia come autore che come co-editor della collana Avatar per i tipi di Kipple Officina Libraria, posso dire che l’ebook sta crescendo bene anche in Italia.

A dicembre 2011 abbiamo venduto più di 1000 ebook, mentre in cinque mesi, da dicembre 2011 ad aprile 2012, siamo oltre quota 2100, numeri che, per una piccolissima realtà come Kipple, rappresentano un risultato eccezionale e che ci hanno permesso di parlare di e-book anche su RaiNews24. Sicuramente il fatto di non aver adottato un lucchetto digitale (il fantomatico DRM che impedisce di copiare l’ebook da un dispositivo a un altro) e di prezzare i racconti 0,89 centesimi e i romanzi 2,68 euro ha avuto il suo peso, ma avendo una struttura molto snella (siamo solo in quattro) e costi estremamente contenuti possiamo permetterci questa politica. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Franco Forte

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

In Italia anche l’ebook, come qualsiasi altra innovazione tecnologica, fa registrare un gap significativo rispetto ad altri Paesi nel mondo, soprattutto anglosassoni. Basti pensare a Internet e alla diffusione della banda larga, che nel nostro Paese è ancora a livelli da terzo mondo o poco più.

La tecnologia del libro digitale paga lo scotto soprattutto del prezzo piuttosto caro dei device, anche se ormai se ne possono trovare di tutte le tipologie, e quindi anche di tutti i prezzi (il Kindle base costa solo 99 euro, e quindi dovrebbe servire a dare una scossa al mercato degli ebook). Direi quindi che si tratta soprattutto di questi due elementi: una certa lentezza dell’italiano medio ad adeguarsi alle novità tecnologiche (che non riguardino i cellulari, naturalmente, dove invece siamo primi al mondo) e la diffidenza a spendere cifre importanti per dotarsi di dispositivi destinati alla lettura di libri, pratica che non è certo molto diffusa, in Italia. L’iPad di Apple ha dato un certo impulso al mercato degli ebook, ma non si può pensare di acquistare un tablet del genere, che costa caro e ha bisogno, oltretutto, di un abbonamento piuttosto costoso con un operatore telefonico, per poter essere utilizzato in tutte le sue potenzialità, solo per la lettura digitale.

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Sonar gennaio – marzo 2012. L’ultima verità.

SonarQuando la porta si aprì fui sorpreso nel constatare che non mi trovavo al cospetto dell’abate Riva. Era una stanza spoglia: una piccola scrivania contro il muro, una candela accesa e una brandina. La finestra era un buco.
Padre Boia mi lasciò da solo abbaiandomi una buonanotte. Sentii i suoi passi echeggiare nel corridoio e rimasi nel silenzio più profondo.
Non avevo mai visto un posto tanto spettrale. Metteva i brividi, peggio che stare nello stomaco del Vermone con Fabrizio.
Ma non avevo tempo da dedicare alla paura. Dopo una breve perlustrazione della stanza per assicurarmi di essere veramente solo, tirai fuori dalla tasca il minuscolo personal computer che mi aveva regalato Strumm. Mi sedetti alla scrivania e attesi che la voce di Vipera mi dettasse le Sonar-news.
Attesi.
Attesi.
Attesi tutta la notte e il giorno dopo. Padre Boia veniva due volte al giorno a portarmi i pasti. Nella minestra trovavo di tutto: scarafaggi, capelli, denti, un alluce, ma niente bigliettini, nessuna informazione.
Come se mi avessero dimenticato.

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Sonar 5/12 – 11/12

Mi alzai in piedi di scatto, porgendo la penna a Gelostellato, tenendola come un cucchiaio. Il sorriso maligno di Gelo suggeriva che ormai aveva capito chi fossi.
Rimasi immobile, con la mano tesa, aspettando che prendesse la penna o che mi strappasse le budella.
Il suo atteggiamento mi faceva saltare i nervi. Continuava a fissarmi con quel sorrisino… Corà non poteva aiutarmi, ancora prostrato in preghiera.
Su un piccolo tavolo accanto al muro c’era una minuscola radio sintonizzata su OndaEditor FM, che in quel momento trasmetteva le Orazioni notturne dell’editor novello. A un certo punto lo speaker annunciò una breve pausa musicale, e partì un latino-americano tremendo. Roba da coprirsi le orecchie e scappare.
Era il famigerato brano ‘Las macarenas della maledettas zanzaras’.
Corà si mise a urlare e fuggì via dalla stanza. L’eco delle grida si perse nei corridoi.
Ero solo. Con Gelostellato.
Era finita.

«Grazie», disse lui, rompendo il silenzio e togliendomi la penna di mano. «Te la regalerei volentieri,  ma come hai detto non sai usarla, giusto? Sai almeno cos’è? È una penna».
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Sonar 28/11 – 4/12

Gelostellato mi rivolse la parola. La sua voce era bassa, cupa, faceva tremare i vetri delle finestre.

«E tu chi sei, cosa ci fai in questo luogo oscuro dove gli autori versano sangue sulle pagine al posto dell’inchiostro? Sei un nuovo autore? L’abate Riva non mi aveva detto nulla al riguardo».

«Autore io? Non ho mai preso una penna in mano, sono praticamente analfabeta» mi affrettai a precisare.

«In effetti hai lo sguardo un po’ bovino, mi ricordi qualcuno… qual è il tuo nome?»

Nessuno aveva mai definito “bovino” il mio sguardo – la cosa mi stava parecchio sulle scatole – ed eravamo giunti al momento che più temevo. Il nome! L’unico che la mia mente terrorizzata continuava a suggerirmi era quello di John Wayne. Dovevo trovare una alternativa, qualcosa che suonasse più italiano.

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Posti Neri: Arkana e Maman Brigitte

Internet ci ha abituati a cose che fino a qualche tempo fa sarebbero state impensabili. Cultura accessibile a tutti, filmati e musica in tempo reale, per non parlare della possibilità per chiunque di dire la propria su qualunque argomento.
Internet ci consente di usufruire di un universo di contenuti gratuiti. Il più delle volte si tratta di lavori amatoriali realizzati da esordienti: canzoni, racconti, filmati, ma a volte la rete offre di più.
Molto di più.

Alessandro Manzetti e Daniele Bonfanti, della Horror Writers Association, hanno riunito alcuni tra i nomi più importanti sulla scena letteraria horror statunitense per una raccolta eBook senza precedenti nella storia della narrativa online.
Ma cosa c’è di tanto speciale? Semplice, si tratta di un progetto di alto livello no profit, fruibile gratuitamente in rete.
Se pensate che gratuito significhi raffazzonato, artigianale, il più delle volte privo di qualità, provate a dare un’occhiata ai racconti che compongono la raccolta horror Arkana.

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Dall’altra parte dello specchio: una chiacchierata con Altrisogni

Altrisogni 4 coverQuesta è una chiacchierata che nasce in modo del tutto particolare.
Come forse saprete, Fabrizio e altri redattori XII sono scomparsi, pare per inseguire Simone Lega in giro per la Sicilia, reo di aver rotto la tradizionale riservatezza che regna qui al Monolito. La consueta frenetica attività nel palazzo, quindi, si è ridotta di parecchio, fatto salvo per alcuni deliranti momenti durante le fasi della selezione per la Terza stagione dei Corti. In quegli attimi non è infrequente vedere Raffaele Serafini rincorrere Corti viventi in giro per i vari piani, ma questa è un’altra storia…

Per il resto l’attività di redazione è tutta nelle mie mani. Fate conto: un’intera casa editrice sulle spalle di un ragno zingaro. Non accreditato.
Sta di fatto che questa mattina mi alzo dalla mia parte dello specchio, faccio colazione pensando alla marea di cose da fare e quando faccio per attraversarla, anziché trovarmi nell’antro di Diramazioni sbuco in un posto del tutto diverso.
Per carità, succede, ma questa volta è tutto molto strano. Diciamo… più XII del solito.

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Sonar 21/11-27/11

… ciò che vidi me lo porterò dentro per il resto della mia vita.
C’era un fuoco che ardeva nella stanza. Era solo un fuocherello ma prese vigore  appena entrai. Corà mi strinse il braccio.
«Il Grande Notturno!» sussurrò.
«Ma è ovunque!» bisbigliai a mia volta.
Qualcos’altro catturò la mia attenzione. Qualcosa di peggio.

Serafini ci dava le spalle e non si era ancora accorto della nostra presenza. Davanti a lui, incastrato in uno strano macchinario che gli bloccava una mano e la testa, c’era un uomo con l’espressione devastata e le guance rigate di lacrime. La mano libera stringeva una biro nera, quella bloccata era pesta e sanguinante. Mi accorsi che mancavano tre dita.
«Poveretto. Me lo ricordo bene, fui io a comunicargli che Edizioni XII avrebbe pubblicato il suo romanzo. Avessi visto com’era contento e entusiasta», mi confidò Corà scuotendo la testa.
Serafini stava leggendo un foglio, emettendo spaventose risate che echeggiavano per i lunghi corridoi del convento.

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Sonar 14/11 – 20/11

Scioccato – anzi devastato – dall’ultima rivelazione di Strumm, mi lasciai trascinare verso il sentiero che portava al Convento degli Editor.

La voce di Vipera – che pensavo non avrei più sentito, dopo aver scoperto che anche lui era uno dei XII – mi sussurrò con accento amichevole: «Dì a Strumm che Gianluca Santini ha recensito il suo IX – Non desiderare la pecora d’altri. Magari gli fa piacere

Digrignai i denti e sussurrai: «Vattene, traditore!».
Ma evidentemente il legame telepatico che mi legava a lui – o al suo spirito, dal momento che lo sapevo morto – funzionava a senso unico. Potevo sentirlo, ma lui non riusciva a sentire me. Infatti continuò come niente fosse.
Come se fossimo ancora amici.
«Sarebbe interessante presenziare il 26 novembre alla cena con Danilo Arona. Ci saranno anche i XII, e scommetto che architetteranno nuovi piani per farti fuori».
«E io scommetto che ti piacerebbe», mormorai infastidito.

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Sonar 7/11 – 13/11

Sedemmo accanto al fuoco, in mezzo ai tronchi divelti e carbonizzati dalle esplosioni. Strumm mi consentì di esplorare i dettagli della seconda parte dell’intervista su Il Posto Nero al duo artistico di illustratori e designer Diramazioni, ideatori delle immagini di copertina di Edizioni XII. Erano le tre del pomeriggio, il buio si era già impadronito della realtà, sapevo che il sole non sarebbe mai più sorto. La colpa era anche mia, non ero riuscito a contrastare l’avvento de Il Grande Notturno. Sentivo ancora l’eco dell’allarme lanciato da Miriam Mastrovito sul blog Strepitesti.

La voce di Vipera che si allungava verso il mio orecchio non poteva che confermarmelo, ma per una volta non la ascoltai. Un fruscìo mi afferrò per le spalle, facendomi voltare di scatto. Notai qualcosa di strano nel groviglio di rami secchi. La mia vista entrò lentamente in empatia con l’oscurità, per poi lasciar materializzare un viso orribile. Urlai.
Un momento dopo era scomparso. Come se quelle mostruose linee, quegli occhi abissali,  li avessi solo immaginati, disegnati con la mia mente sconvolta.

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Sonar 31/10 – 6/11

Stavo con la mandibola penzolante a fissare Strumm dritto in faccia.
Cioè, l’avrei guardato dritto in faccia se ne avesse avuta una, di faccia.
Mi ero sempre domandato il motivo per cui Strumm girasse con una maschera. Avevo pensato a tre possibili spiegazioni: che fosse orribilmente sfregiato (magari proprio dal Sellero, incacchiato perché qualcosa in Diario Pulp non gli era andato a genio) oppure che fosse un pericoloso ricercato, un hacker o un boss mafioso, o addirittura una di quelle rockstar credute morte ma in realtà semplicemente fuggite da una vita divenuta insopportabile. Poteva esserci Jimi Hendrix sotto quella maschera. O Jim Morrison, o addirittura – ipotesi inquietante – Janis Joplin!
Ma la realtà era ancora più scioccante. Strumm la faccia non ce l’aveva. Gli mancava l’intera testa. Sotto il mascherone c’era il vuoto.

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