Una domanda sugli ebook ad Angelica Tintori

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo a entrambe le ragioni.
Come accade spesso nel nostro paese – dove tendiamo a fare le cose all’ultimo momento, in fretta e, magari, scopiazzando da altri – la filiera produttiva e distributiva si è fatta sorprendere dall’avvento del digitale. Forse, qualcuno si è anche spaventato, ricordando quanto accaduto all’industria discografica nel momento in cui si è diffuso il digitale in quell’ambito. A questo proposito, non penso che il digitale sostituirà il cartaceo e senz’altro non in tempi brevi.

Sembrerebbe che almeno la maggioranza dell’editoria e della distribuzione italiane non abbia ancora davvero voluto o potuto imparare a realizzare il prodotto digitale. Per alcuni editori piccoli e medi può essere un problema di risorse finanziarie e umane: occorre impaginare in maniera diversa, è necessario concepire nuove modalità grafiche e così via. Soprattutto, sarebbe interessante creare testi pensati specificatamente per le potenzialità del mezzo digitale.
Immagino, inoltre, che anche le modalità distributive potrebbero mutare sensibilmente. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook ad Alessandro Forlani

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo che le difficoltà vengano da entrambe le parti. Scorrendo le rubriche dedicate ai libri su magazine e quotidiani nazionali, alla voce prezzo leggo per esempio, riguardo lo stesso titolo: “14 euro; e.book: 10 euro”. Mi sembra sproporzionato… per non dire uno spudorato, perfido suggerimento ad acquistare il cartaceo e desistere sull’e.book.

Ma anche constato in molti l’ostinazione per l’oggetto libro in sé (a volte persino prima che per il suo contenuto: penso per esempio a certo feticismo per le copertine rigide o i cofanetti; o al contrario per quelle impraticabili edizioni di 6000 pagine in carta da bidè “ma vuoi mettere?! l’opera completa!” ) e un’altrettanto ostinata, pigra resistenza all’e.book (“uff, non ho voglia di leggere un intero libro su schermo”…). Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Christian Antonini e Vito Di Domenico

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Risponde Christian Antonini: A mio avviso si tratta di una concorrenza di fattori: sforzi editoriali poco efficaci e confusione/mancanza di energia da parte dei lettori.
Parto con il primo caso.
L’avvento dell’ebook è stato visto da molti come l’occasione per tuffarsi in un nuovo settore professionale. Molti si sono improvvisati casa editrice, come se creare un PDF, un Mobi o un ePub e avere una piattaforma per venderlo fosse sufficiente. La crisi dell’editoria italiana ha solo trovato una nuova dimensione. Fare l’editore non è obbligatorio: offrire un servizio di qualità, invece, dovrebbe esserlo. Purtroppo l’offerta è immensa ma poco visibile. Realizzare un libro è solo l’inizio. L’esperienza di Altrisogni ci ha dimostrato che pur avendo un ottimo prodotto, se nessuno sa che esiste o sa dove trovarlo, è come se non ci fosse. I risultati li abbiamo avuti quando, oltre alla qualità del numero (fondamentale e imprescindibile), investivamo anche nella promozione e comunicazione.
E poi i lettorihanno molto tra cui scegliere, ma forse non sanno cosa scegliere. Quando poi scaricano un ebook si trovano spesso con narrativa scadente, impaginazione affrettata, quasi nessuna scelta di qualità. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Francesco Dimitri

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo ci siano due diverse considerazioni da fare. Da una parte c’è la retorica sull’ “odore dei libri”, che io trovo francamente insopportabile. C’è gente che pare legga solo manoscritti miniati o almeno edizioni ottocentesche rilegate in marocchino. Ma io, se vado in libreria, trovo edizioni su carta economica trattata chimicamente – che spesso puzza, se proprio ha un odore. Una carta in alcuni casi quasi trasparente, che a malapena regge l’inchiostro – e parlo di editori grossi.

In Italia l’acquisto di un libro è ancora, per molti, un gesto che vale in sé: compri ‘quel’ libro perché le persone colte, in quel momento, stanno leggendo ‘quel’ libro. Lo compri, non è che lo leggi. Mentre se compri un ebook non ti vede nessuno. E quindi, perchè comprarlo, se non lo leggerai? Il feticcio dell’oggetto, molto spesso, nasconde un completo disinteresse per quello che l’oggetto dovrebbe fare. Come comprarsi un vibratore e poi tenerlo in un cassetto. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Gianfranco Staltari

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Penso che il digitale può fornire, e fornirà, spazi e opportunità al mercato del libro, che è sempre più difficile e incerto, flagellato dallo spettro della recessione che morde le tasche delle famiglie e degli italiani.

Tutto cambia rapidamente, la comunicazione si sposta sempre più sulla rete, sui social network , sui tablet e gli ebook, dispositivi e supporti che nel bene e nel male saranno il futuro del libro.
In Italia, gli ebook, probabilmente faticano a raggiungere il grande pubblico per vari fattori, il principale dei quali è sicuramente è che gli ebook devono essere più economici dei libri di carta. L’offerta deve essere competitiva. Il lettore deve essere invogliato a compare l’ebook, perché risparmia, cosa che attualmente non avviene perché la differenza, nel catalogo di molte case editrici, tra libro cartaceo e digitale, non è così ovvia. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Francesco Troccoli

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Non è facile rispondere. Se per “maturità” dell’editoria digitale intendiamo la presenza attiva dei grandi gruppi editoriali italiani, è chiaro che oggi il loro interesse a centellinare la progressione verso il digitale rappresenta un elemento frenante. Un po’ come per lo sviluppo di massa delle auto elettriche in un mondo che funziona a petrolio. La differenza, dal mio punto di vista, è che il petrolio inquina e le auto a benzina sono destinate a sparire, mentre i libri di carta restano oggi i soli veri libri.

E qui veniamo al secondo punto, la “reticenza” dei lettori, che di fatto esiste e mi riguarda da vicino. Bisognerà capire se si tratti di una fisiologica (e quindi transitoria) resistenza all’innovazione o di una sana (e quindi duratura) reazione anticorpale a un eventuale bluff speculativo; mi torna in mente il fallimento della videotelefonia mobile, per fare un esempio. In genere, a decidere la direzione finale del mercato in queste fasi di mutamento, checché se ne dica, sono i consumatori. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Silvio Sosio

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

L’Italia è effettivamente l’ultimo paese in classifica, tra i paesi più industrializzati, per diffusione degli ebook. Anche senza contare USA e UK che sono un altro pianeta (in UK il mercato degli ebook è oltre mille volte quello italiano, secondo dati del 2011) siamo distaccati da Germania e Francia, e se in Spagna il mercato vale meno, il numero di ebook pubblicati è comunque molto superiore.

L’Italia ovviamente soffre una serie di penalizzazioni che affossano tutto il settore internet e ecommerce: scarsa diffusione della banda larga, scarso uso del computer e della rete, scarsa diffusione della carta di credito. In più in Italia si legge meno che in altri paesi e il prezzo dei libri (stampati) è mediamente più alto.

Su queste premesse non è così strano se i grossi gruppi editoriali sono entrati nel mercato ebook un po’ con i piedi di piombo. Mentre per i piccoli e medi editori era un’opportunità (Delos Books è stata tra i primi a produrre ebook, prima con le “app” per iPhone, poi con gli ebook veri e propri già da inizio 2010), per i grossi c’era il rischio di una nuova falsa partenza come quella di dieci anni prima con il sistema proposto da Microsoft. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Glauco Silvestri

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Glauco SilvestriInnanzi tutto credo sia giusto che il fenomeno ebook sia analizzato nella sua interezza. L’ebook, al momento del suo esordio, ha fatto fatica ovunque… anche in America, dove il Kindle di Amazon ha dato uno scossone così come l’iPod di Apple lo diede per il mercato della musica digitale. C’è voluto un decennio (se non ricordo male) affinché le vendite di ebook su Amazon fossero paragonabili a quelle dei libri tradizionali, per cui non mi sorprende che in Europa, e soprattutto in Italia, gli ebook non abbiano fatto “il botto” sin dal loro grande esordio.
I lettori occasionali, sicuramente, sono quelli meno attenti e su cui l’esordio degli ebook non può fare affidamento. Uno che compra un libro all’anno difficilmente è al corrente dell’esistenza degli ebook, e se anche lo è, ha un’idea molto confusa al riguardo… tant’è che girando per il web, ancora oggi, si trovano blog di lettori che credono che l’ebook debba essere per forza letto su un monitor da PC, che l’ebook sia il PDF, e che gli ebook reader siano iPad. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Andrea Malabaila e Carlotta Borasio

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Carlotta Borasio e Andrea MalabailaSecondo noi i motivi per cui l’ebook non ha ancora sfondato sono molteplici. In parte la crisi ha rallentato la crescita di un fenomeno che magari avrebbe potuto prendere molto più piede, ma non si può ridurre tutto a questo. Da parte degli editori c’è ancora poca voglia di sperimentare. L’ebook è una versione digitale del cartaceo e non un prodotto a sé. Crediamo anche che, almeno per quanto riguarda i grandi editori, ci sia una certa reticenza a buttarsi in un mercato che potenzialmente potrebbe ritorcerglisi contro (e non parliamo solo di pirateria).
Non sappiamo se gli italiani siano più ‘tradizionalisti’ e quindi meno pronti ad adottare le tecnologie. Vero è che il libro, nella sua forma, ha subito poche trasformazioni nei secoli (pensiamo invece a quanti supporti diversi ha avuto la musica e con che facilità si sono succeduti). Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Stefano Di Marino

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Io lavoro con il digitale da più di due anni. Ho cominciato a sentirne parlare durante una serie di corsi tenuti all’Università Statale di Milano da un mio amico che invitava scrittori che lavoravano in vari settori (narrativa letteraria, storica, di genere) a parlare delle nuove tecnologie legate al loro lavoro. Non ne sapevo molto io e neanche gli altri. Ho cominciato a ripubblicare alcune cose mie introvabili in ebook e poi è nato il progetto della Rivista Action che marcia a gonfie vele da un anno… A gonfie vele, insomma… I numeri effettivi degli scarichi sono bassini per tutti. Non è mettendo in mano alla gente un ‘coso’ elettronico che si creano nuovi lettori. Si va a prendere una piccolissima parte di quelli già esistenti (l’un per cento pare). Io continuo a crederci e vedo il futuro nel digitale per cui voglio esserci. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Sandro Battisti

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo che il problema della scarsa diffusione degli eBook in Italia sia soltanto un retaggio del conservatorismo, quasi provincialismo, che si respira nel Paese. Si adducono motivi a favore della carta quali l’odore, la tradizione e cose simili, ma la carta ha il solo vantaggio del prestigio, mentre il digitale ha tutto il resto, come la ricerca veloce nel testo, la portabilità, lo stoccaggio inesistente delle copie, la loro non deperibilità e ultimo ma non ultimo, il costo notevolmente più basso dei volumi. Inoltre, con gli eBook è facile acquistare anche un file contenente anche una storia breve, cosa che in cartaceo è resa proibitiva dai costi e dalla scarsa possibilità di vendita. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Dario Tonani

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Da noi la partenza col freno tirato degli eBook non può che essere, in primis, un riflesso del nostro essere un popolo di lettori deboli. Nessuno credo che avesse messo in conto chissà quale perfomance del digitale da subito. Ma è pur vero che il mercato cresce sensibilmente e anche chi riteneva d’impegnarsi solo per “obbligo di firma”, oggi comincia a parlare di fenomeno incontrollabile per il quale non è saggio chiamarsi fuori.

Il fatto poi che la lettura venga fruita attraverso un monitor – in un’epoca in cui schermi e monitor monopolizzano informazione e entertainment – aiuta ad avvicinare ai libri le nuove generazioni di lettori. Ecco, direi che questo è il tasto sul quale forse è necessario battere di più: se i giovani non vanno alla montagna, la montagna… Continua a leggere

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Creature Alchemiche (4/4) | Punto Interrogativo n.42

di Mauro Longo

4. Incubi e altri Mostri

Gli Elementali non sono gli unici esseri misteriosi citati nei testi di Paracelso e l’alchimia non è l’unica delle scienze occulte che tratti dei misteri della natura e del mondo invisibile.

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Una domanda sugli ebook a Francesco Verso

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Non so quanto tempo sia necessario per raggiungere “il grande pubblico”, ma per quanto riguarda l’esperienza maturata negli ultimi due anni sia come autore che come co-editor della collana Avatar per i tipi di Kipple Officina Libraria, posso dire che l’ebook sta crescendo bene anche in Italia.

A dicembre 2011 abbiamo venduto più di 1000 ebook, mentre in cinque mesi, da dicembre 2011 ad aprile 2012, siamo oltre quota 2100, numeri che, per una piccolissima realtà come Kipple, rappresentano un risultato eccezionale e che ci hanno permesso di parlare di e-book anche su RaiNews24. Sicuramente il fatto di non aver adottato un lucchetto digitale (il fantomatico DRM che impedisce di copiare l’ebook da un dispositivo a un altro) e di prezzare i racconti 0,89 centesimi e i romanzi 2,68 euro ha avuto il suo peso, ma avendo una struttura molto snella (siamo solo in quattro) e costi estremamente contenuti possiamo permetterci questa politica. Continua a leggere

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Una domanda sugli ebook a Franco Forte

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

In Italia anche l’ebook, come qualsiasi altra innovazione tecnologica, fa registrare un gap significativo rispetto ad altri Paesi nel mondo, soprattutto anglosassoni. Basti pensare a Internet e alla diffusione della banda larga, che nel nostro Paese è ancora a livelli da terzo mondo o poco più.

La tecnologia del libro digitale paga lo scotto soprattutto del prezzo piuttosto caro dei device, anche se ormai se ne possono trovare di tutte le tipologie, e quindi anche di tutti i prezzi (il Kindle base costa solo 99 euro, e quindi dovrebbe servire a dare una scossa al mercato degli ebook). Direi quindi che si tratta soprattutto di questi due elementi: una certa lentezza dell’italiano medio ad adeguarsi alle novità tecnologiche (che non riguardino i cellulari, naturalmente, dove invece siamo primi al mondo) e la diffidenza a spendere cifre importanti per dotarsi di dispositivi destinati alla lettura di libri, pratica che non è certo molto diffusa, in Italia. L’iPad di Apple ha dato un certo impulso al mercato degli ebook, ma non si può pensare di acquistare un tablet del genere, che costa caro e ha bisogno, oltretutto, di un abbonamento piuttosto costoso con un operatore telefonico, per poter essere utilizzato in tutte le sue potenzialità, solo per la lettura digitale.

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