Dio e Satana: due facce della stessa medaglia? (3/4) | Punto Interrogativo n.53

di Roberto Bommarito

3. L’entrata in scena di Satana

La comparsa di una matura entità spirituale dal nome hassatan avviene in Giobbe.

Ora, un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana [hassatan] andò in mezzo a loro (Gb 1,6)

Dio gli domanda da dove viene e Satana risponde:

Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo (Gb 1,7)

A prima lettura sembrerebbe che Dio faccia la conoscenza di Satana solo adesso. Una cosa del genere sarebbe paradossale, essendo Dio onnisciente. Leggendo con attenzione, però, ci accorgiamo che la domanda sembra più mirata a presentare Satana al lettore che non a Dio. Infatti subito dopo i due si parlano come se fossero amici di vecchia data, tanto che Dio si vanta del suo servo Giobbe.

Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male» (Gb 1,8)

Ma Satana gli fa notare come, essendo stato benedetto da ogni fortuna, sia fin troppo facile per Giobbe essere devoto a Dio.

Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente! (Gb 1,10-11)

A questo punto avviene quella che potrebbe essere considerata una scommessa fra Dio e Satana. Dio dà il permesso a Satana di privare Giobbe di tutti i suoi averi e dei suoi dieci figli che perdono la vita in un tornado. E, quando la fede di Giobbe non cede, a Satana viene consentito anche di farlo ammalare.

Fig 5. Satana punisce Giobbe con piaghe infuocate di William Blake (1826)

È nel libro di Giobbe quindi che Satana assume non solo un’identità vera e propria, ma anche alcune delle caratteristiche che gli riconosciamo ancora oggi, quelle di tentatore e portatore di sciagure.
Ma cosa ha determinato questo cambiamento?
Nel 587 A.C i babilonesi catturano Gerusalemme. Gli israeliti vengono esiliati in Babilonia. Qui entrano in contatto con la religione dominante del posto, lo Zoroastrismo, caratterizzata da una prospettiva bipolare della realtà, dove il bene – rappresentato dallo spirito Ahura Mazda – si scontra contro il male – personificato dallo spirito Angra Mainyu. Lo storico delle religioni Mircea Eliade scrive:

…il Bene e il Male, il santo e il demone procedono entrambi da Ahura Mazdā, ma poiché Angra Mainyu ha scelto liberamente la sua natura e la sua vocazione malefica, il Signore non può essere considerato responsabile della comparsa del Male.

Come nel caso di YHWH, quindi, sia il bene che il male sono emanati dalla stessa fonte: Ahura Mazda. Nel Zoroastrismo, però, il problema di coniugare il paradosso di un Dio benevolo e nel contempo causa del male viene risolto conferendo a un’altra entità, il malvagio Angra Mainyu, la capacità di scegliere il male. La responsabilità ricade perciò su Angra Mainyu. Ahura Mazda, invece, si limita a offrire una scelta.

Fig 6. Angra Mainyu attacca il Toro Primordiale, altorilievo del V° secolo, Persepoli.

La comparsa di Satana come entità separata da Dio avviene solo dopo l’esilio degli israeliti in Babilonia. Non è quindi difficile immaginare come gli israeliti, con l’intenzione di risolvere il proprio dilemma teologico, abbiano potuto assorbire certi aspetti della religione persiana nella loro mitologia, formulando così il proprio Angra Mainyu, ovvero Satana.
Eppure in Giobbe Satana non è ancora del tutto indipendente. Può agire solo con il permesso di Dio.
Passerà ancora un po’ di tempo prima di incontrare un Satana molto più simile a quello che conosciamo oggi.

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