Dio e Satana: due facce della stessa medaglia? (2/4) | Punto Interrogativo n.52

di Roberto Bommarito

2. Gli avversari

All’interno del Vecchio Testamento, inizialmente Satana compare non come nome proprio, ma piuttosto in qualità di appellativo. Varie persone in carne e ossa vengono infatti identificate con il nome Hassatan che significa “avversario.” Nel primo libro di Samuele troviamo scritto:

I capi dei Filistei si irritarono tutti contro di lui e gli intimarono: «Rimanda quest’uomo: torni al luogo che gli hai assegnato. Non venga con noi in guerra, perché non diventi nostro avversario [hassatan] durante il combattimento. (1 Sam 29:4)

Hassatan in questo caso si riferisce a Davide che i filistei temono possa rappresentare un ostacolo alla conquista d’Israele. Quello dell’ostacolo è un altro significato dello stesso termine.

Fig 3. Re Davide, Santa Maria Maggiore, Cappella Paolina (Roma).

Nel Secondo libro di Samuele, però, è questa volta lo stesso Davide a usare l’appellativo di avversario in uno scambio di battute con il nipote Abisai.

Davide disse: «Che ho io in comune con voi, o figli di Seruià, perché diventiate oggi miei avversari [hassatan]?» (2 Sam 19, 23)

Il termine hassatan viene usato anche nei confronti delle persone che Dio usa come suo strumento per mettere i bastoni fra le ruote a Solomone.

Dio suscitò contro Salomone un altro avversario [hassatan], Rezon figlio di Eliadà, che era fuggito da Adadèzer, re di Soba, suo signore. Egli radunò uomini presso di sé e divenne capo di una banda, quando Davide aveva massacrato gli Aramei. Andarono quindi a Damasco, si stabilirono là e cominciarono a regnare in Damasco. Fu avversario [hassatan] d’Israele per tutta la vita di Salomone, e questo oltre al male fatto da Adad; detestò Israele e regnò su Aram (1 Re 11, 23-25).

In Numeri troviamo invece qualcosa di diverso. Qui l’appellativo hassatan viene usato non nei confronti di esseri umani, ma bensì come termine che descrive l’operato di un angelo incaricato da Dio di intralciare il percorso del profeta Balaam.

L’angelo del Signore gli disse: «Perché hai percosso la tua asina già tre volte? Ecco, io sono uscito a ostacolarti [hassatan], perché il tuo cammino contro di me è rovinoso (Nm 22, 32-33). 

Fig 4. L’asina di Balaam di Rembrandt (1626).

In principio, quindi, l’appellativo hassatan nella Bibbia descrive una funzione, un ruolo: non indica un nome proprio. Hassatan sono gli esseri umani incaricati da Dio di portare sciagura. Oppure, come nel passaggio che si riferisce a Balaam, hassatan è semplicemente una parola usata per significare “ostacolo”, pur non essendo l’appellativo dell’angelo (il cui nome è mal’ak Yhwh, o angelo di YHWH). La comparsa di Satana in quanto entità spirituale si verifica solo più tardi.

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