Dio e Satana: due facce della stessa medaglia? (1/4) | Punto Interrogativo n.51

di Roberto Bommarito

Satana: un personaggio che di sicuro non ha bisogno di presentazioni. È presente negli insegnamenti della Chiesa Cattolica, così come nelle espressioni artistiche più importanti della cultura occidentale. Una figura, quella del diavolo, che si addice perfettamente anche ai dilemmi morali proposti dalla letteratura così come agli scopi d’intrattenimento di Hollywood. Ma sappiamo di chi parliamo, in realtà, quando ci riferiamo a Satana? In questo articolo esploreremo l’evoluzione della figura di Satana nelle religioni abramitiche.

1. Un serpente, ma non il diavolo.

Chi è davvero Satana? Per quanto molti associno il serpente che tentò Eva con Satana, in realtà questa identificazione si ebbe solo durante il periodo intertestamentale fra il 200 AC e il 100 DC. I libri del Vecchio testamento, invece, vennero scritti nell’arco di tempo che spazia dal 1400 AC al 400 AC.
Secondo la Bibbia il serpente è solo una delle tante creature di Dio.

Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: «Non dovete mangiare di alcun albero del giardino»?» (Gen 3:1)

Fig 1. La caduta dell’uomo e l’espulsione dal Paradiso Terrestre (dettaglio) di Michelangelo (1508 – 1512).

Per quanto la Bibbia dica che il serpente è il più astuto fra tutti gli animali, nella Genesi non ci viene detto da nessuna parte che si tratti del diavolo. Si parla di un animale, non di un’entità spirituale. Parecchi secoli più tardi, in testi come il Libro della Sapienza, il serpente – reinterpretato – inizia ad avvicinarsi alla figura di Satana:

Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono (Sap 2:24).

L’identificazione completa, però, avviene solo nel libro conclusivo del Nuovo Testamento, più precisamente nell’Apocalisse di Giovanni.

Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni (Ap 20:2).

Fig 2. La bestia del mare, arazzo dell’apocalisse (1373 – 1377).

Quindi a che punto Satana fa davvero la sua prima comparsa nella Bibbia?
Studiare l’origine del diavolo significa seguire la sua evoluzione. Satana, così come lo conosciamo oggi, è infatti il risultato di un lungo processo di trasformazione, dovuto al problema di dovere identificare una causa del male all’interno di un contesto monoteista che ammetteva un unico Dio onnipotente (YHWH). Tutto ruota attorno a una delle domande più importanti in ambito teologico, quella dell’origine del male. In altre parole, come può esistere il male se Dio, che ha creato tutto, rappresenta il bene supremo?
Quello che viene proposto oggi dalla dottrina cristiana è un Dio benevolo. Ma non è stato sempre così, tutt’altro. Nel Libro di Isaia troviamo scritto:

Io formo la luce e creo le tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio tutto questo (Is 45:7).

Qui è Dio stesso quindi a identificarsi come l’origine non solo del bene ma anche del male. Nel Vecchio Testamento Dio uccide personalmente un totale di 371, 186 individui. Ad esempio, nel Primo libro di Samuele troviamo:

Ma il Signore colpì gli uomini di Bet-Semes, perché avevano guardato nell’arca del Signore; colpì nel popolo settanta persone su cinquantamila e il popolo fu in lutto, perché il Signore aveva inflitto alla loro gente questo grave colpo. (1 Sam 6,19)

A questi vanno aggiunti 1, 862, 265 individui uccisi indirettamente per suo ordine. Ad esempio:

Ora in quella notte l’angelo del Signore uscì e colpì nell’accampamento degli Assiri centoottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco, erano tutti cadaveri senza vita. (2Re 19, 35)

Soltanto nelle città di questi popoli che il Signore, tuo Dio, ti dà in eredità, non lascerai in vita alcun vivente, ma li voterai allo sterminio: cioè gli Ittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei, come il Signore, tuo Dio, ti ha comandato di fare. (Deut 20, 16-17)

L’idea di un Dio capace di provocare le peggiori sciagure – le stesse oggi attribuite a Satana – ci potrebbe lasciare un poco basiti, ma solo perché l’immagine di Dio a noi familiare è quella più recente del Nuovo Testamento. Non dobbiamo pensare ai protagonisti dei testi sacri come a delle figure statiche. Con lo scorrere del tempo, a causa dei cambiamenti sociali, religiosi e politici, questi sono infatti maturati fino a giungere a noi nella loro forma attuale.

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