Una domanda sugli ebook a Nicola Lombardi

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Premetto che non possiedo (ancora) un e-book reader, e non appartengo (ancora) al bacino di utenza dell’editoria elettronica. Se mi è concesso, però, vorrei dire anch’io la mia.
Non che io (classe 1965) sia refrattario alla cosa, anzi: trovo che l’idea di poter accorpare migliaia di libri in un’unità comoda e portatile abbia un immenso fascino. E neppure rientro nella schiera dei feticisti che pongono su un piedistallo il libro in quanto oggetto, decantandone il profumo e le altre proprietà organolettiche; mai perdere di vista il concetto che il vero libro non è il supporto cartaceo, ma il suo contenuto: un libro può essere fragrante e frusciante quanto si vuole, ma se è stupido o inutile rimane un mazzo di fogli attaccati l’uno all’altro, niente di più. Mi sono concesso questa premessa solo per sottolineare che se non mi sono ancora accostato all’e-book non è certo per un vano attaccamento al bel tempo che fu e cose del genere.
Le ragioni per cui non sono un “elettrolettore” (passatemi l’espressione) sono essenzialmente due. In primo luogo, possiedo una nutritissima collezione di libri accumulati nel corso degli anni, e quelli che ancora devo leggere sono davvero tanti; per cui l’idea di voltare le spalle a tutte quelle coste che attendono fiduciose di essere scelte e sfilate dallo scaffale non mi attrae particolarmente. In secondo luogo, sono afflitto dal (forse) irrazionale timore di poter perdere tutto quanto per un guasto, un tilt di qualche genere, fosse anche una banale caduta del lettore; insomma, l’impalpabilità dei files mi ha sempre dato un’impressione di precarietà. D’accordo, basta farsi sempre i propri bravi backup, lo so… Comunque sia, l’insicurezza resta.

Ciò che mi pare di capire, tornando a un discorso generale, è che il mercato dell’e-book – rivolgendosi per forza di cose allo stesso target dei libri cartacei, pur se limitatamente a una specifica frangia generazionale – si proponga come alternativa per chi comunque è già lettore, e che faccia fatica ad ampliare il bacino dei consumatori. “Creare” lettori non è impresa facile, e non credo rientri nelle potenzialità del libro elettronico. Più abbordabile mi sembra invece l’obiettivo di catturare quella fetta di mercato rappresentata dai “quasi lettori”, ovvero coloro che acquistano pochi libri solo perché scoraggiati da certi prezzi. Ecco che allora l’e-book potrebbe incunearsi di prepotenza, e far fronte a una domanda larvata ma presente. Però il divario fra i prezzi (del cartaceo e dell’elettronico, almeno a livello di prime edizioni) dovrà essere davvero sensibile, tale almeno da incoraggiare l’acquisto di un reader, di certo non ancora alla portata di tutti.

Nicola Lombardi, ferrarese, classe 1965, esordisce nell’89 con la raccolta di racconti horror “Ombre”. Suoi sono i romanzi tratti dai film di Dario Argento Profondo Rosso e Suspiria. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “I racconti della piccola bottega degli orrori” (2002); “La fiera della paura” (2004); “Striges” (2005); “I Ragni Zingari” (2010) e “La notte chiama” (2011).

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