Una domanda sugli ebook ad Angelica Tintori

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Credo a entrambe le ragioni.
Come accade spesso nel nostro paese – dove tendiamo a fare le cose all’ultimo momento, in fretta e, magari, scopiazzando da altri – la filiera produttiva e distributiva si è fatta sorprendere dall’avvento del digitale. Forse, qualcuno si è anche spaventato, ricordando quanto accaduto all’industria discografica nel momento in cui si è diffuso il digitale in quell’ambito. A questo proposito, non penso che il digitale sostituirà il cartaceo e senz’altro non in tempi brevi.

Sembrerebbe che almeno la maggioranza dell’editoria e della distribuzione italiane non abbia ancora davvero voluto o potuto imparare a realizzare il prodotto digitale. Per alcuni editori piccoli e medi può essere un problema di risorse finanziarie e umane: occorre impaginare in maniera diversa, è necessario concepire nuove modalità grafiche e così via. Soprattutto, sarebbe interessante creare testi pensati specificatamente per le potenzialità del mezzo digitale.
Immagino, inoltre, che anche le modalità distributive potrebbero mutare sensibilmente.
Poi ci sono i lettori. Si sono trovati di fronte un’offerta che ha privilegiato titoli noti e stranoti (su cui i diritti erano ampiamente scaduti) che probabilmente avevano già in casa. Inoltre, la diffusione dei device elettronici utili alla lettura (con l’eccezione degli smartphone) è relativa, complice anche la crisi. Come se non bastasse, la familiarità con simili aggeggi di alcune fasce generazionali è tutta da dimostrare. Infine, immagino non siano mancati gli equivoci con la protezione del testo, per cui – una volta acquisito un titolo con il DRM – non sarebbe possibile prestare il libro elettronico ad amici e parenti, perché non lo si potrebbe passare da un device all’altro.
Sin qui, Gargoyle non ha ritenuto di essere nelle condizioni di avere gli strumenti per realizzare e-book, anche se non siamo fra coloro che si sono fatti sorprendere dalla novità e, anzi, ce ne siamo interessati già da un paio d’anni.

Al di là dei nostri limiti facilmente immaginabili di carattere finanziario e, quindi, tecnologico, che al momento non ci permettono di realizzare progetti specifici per l’editoria digitale, credo occorra sgomberare il campo da pregiudizi di carattere culturale (per esempio: leggere in digitale non è come leggere un libro), ma anche di tipo commerciale (per esempio: l’e-book deve costare poco, quindi non si può investire più dello stretto necessario). Piuttosto, occorrerebbe valorizzare alcuni elementi, come la possibilità di portare con sé – nello spazio e con il peso di un unico device – centinaia di titoli contemporaneamente o come l’eventualità di avere a disposizione un titolo nuovo in qualunque momento e ovunque ci si trovi. È evidente che questi sono aspetti a favore, ma – almeno allo stato attuale – ne esistono anche di negativi, quali la delicatezza dello stesso device: credo che nessuno desideri mettere a rischio l’incolumità di un oggetto dal costo minimo superiore ai cento euro, esponendolo alla sabbia e alla salsedine…

Angelica Tintori è una fumettista e saggista italiana. Si occupa anche di televisione e di cinema. È stata autrice di sceneggiature per i fumetti della Bonelli (Legs Weaver, Agenzia Alfa). Come saggista, il primo titolo pubblicato è stato Michael Crichton. Medici, dinosauri & Co. (2010, PuntoZero). Gli ultimi titoli pubblicati sono stati The dark screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (2008) e Peter & Chris. I Dioscuri della notte (2010), entrambi scritti in collaborazione con Franco Pezzini ed entrambi pubblicati da Gargoyle Books. Proprio all’interno di Gargoyle Books, Angela Tintori, insieme a Claudia Costantini e Federico Pisani, si occupa della direzione editoriale.

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