Una domanda sugli ebook a Christian Antonini e Vito Di Domenico

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Risponde Christian Antonini: A mio avviso si tratta di una concorrenza di fattori: sforzi editoriali poco efficaci e confusione/mancanza di energia da parte dei lettori.
Parto con il primo caso.
L’avvento dell’ebook è stato visto da molti come l’occasione per tuffarsi in un nuovo settore professionale. Molti si sono improvvisati casa editrice, come se creare un PDF, un Mobi o un ePub e avere una piattaforma per venderlo fosse sufficiente. La crisi dell’editoria italiana ha solo trovato una nuova dimensione. Fare l’editore non è obbligatorio: offrire un servizio di qualità, invece, dovrebbe esserlo. Purtroppo l’offerta è immensa ma poco visibile. Realizzare un libro è solo l’inizio. L’esperienza di Altrisogni ci ha dimostrato che pur avendo un ottimo prodotto, se nessuno sa che esiste o sa dove trovarlo, è come se non ci fosse. I risultati li abbiamo avuti quando, oltre alla qualità del numero (fondamentale e imprescindibile), investivamo anche nella promozione e comunicazione.
E poi i lettorihanno molto tra cui scegliere, ma forse non sanno cosa scegliere. Quando poi scaricano un ebook si trovano spesso con narrativa scadente, impaginazione affrettata, quasi nessuna scelta di qualità. È ovvio che non si sentono certo invogliati a ripetere l’esperienza. Leggere in digitale non è più difficile che farlo su carta, ma leggere un romanzo o una raccolta di racconti non è semplicissimo. Se il prodotto è anche di scarsa qualità… ci credo che i lettori poi latitino! Per fortuna esistono eccezioni. Piccole realtà editoriali che credono in quello che fanno e nel rapporto con il lettore.
Concludo dicendo che a mio avviso bisogna capire che la formula è una sola ed è davanti agli occhi:
Qualità dei prodotti + promozione = molto lavoro => Diffusione degli ebook
Certo, non tutti sono disposti a farlo. Fare l’editore – aspettandosi risultati – non può e non deve essere visto come un hobby. Perché il lettore è (giustamente) esigente e la cosa peggiore che si possa fare è tradire la sua fiducia.

Christian Antonini, milanese di nascita, vive a Introbio (Lecco) con sua moglie, un cane, cinque gatti e i personaggi delle sue storie. Giornalista e traduttore, ha esordito come autore di romanzi con Legame Doppio (Asengard Edizioni, 2007), a cui hanno fatto seguito altri romanzi. Membro del Circolo dei Narratori Tenaci, suoi racconti sono apparsi su numerose antologie e riviste e hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi nazionali. Collabora con la casa editrice dbooks.it e dal 2010 dirige assieme a Vito Di Domenico la rivista digitale di narrativa Altrisogni.

Risponde Vito Di Domenico:
Sono convinto che dipenda da più elementi:
culturalmente abbiamo iniziato tardi a interessarci a questa evoluzione: diamoci tempo;
i grandi editori italiani, invece di comprendere, sposare e sfruttare questa evoluzione, “fanno melina” per paura di perdere la posizione di predominio. Mantengono alti i prezzi e producono file protetti da DRM che creano solo problemi a chi li acquista. Praticamente è un invito alla pirateria;
fino all’arrivo del Kindle sul mercato italiano gli e-reader costavano decisamente troppo e la gente non era invogliata ad avvicinarvisi;
l’idea di ebook si sovrappone sempre più spesso a quella di autopubblicazione, cosa che non fa bene né all’editoria né al lettore, visto che un’opera autopubblicata non viene sottoposta a selezione editoriale e non riceve critiche professionali. Così, l’ebook viene spesso associato a una scarsa dignità editoriale;
tanti editori credono che basti produrre un file PDF per soddisfare i lettori di ebook: sbagliano. Chi possiede un e-reader agogna un ePub o un Mobi ben realizzato, che garantisca un’esperienza di lettura comoda e rilassante come quella di un buon libro cartaceo. Faccio un esempio: Altrisogni, rivista elettronica di narrativa horror, sci-fi e weird, è venduta in un pacchetto che contiene i tre formati PDF, ePub e Mobi, per soddisfare tutte le necessità. E per quanto ne so siamo l’unica rivista multiformato in Italia…
E poi sì, i lettori sono reticenti. Ma è normale. Mentre la musica sin dalla sua nascita ha continuato a cambiare supporto (rulli, vinile, CD , MP3), negli ultimi 500 anni abbiamo sempre letto su carta. Ci vuole del tempo per affiancare a questa abitudine così radicata la lettura su supporto digitale.
E bisogna capire che:
l’ebook non è nemico del cartaceo, ma uno strumento parallelo che offre possibilità di diffusione e utilizzo differenti;
l’ebook non è la gallina dalle uova d’oro, richiede tanto lavoro e tanta promozione;
ciò che conta è sempre il contenuto: se un romanzo è bello, emozionante, scritto bene, lo è sia in digitale sia su carta. Il supporto non aggiunge o toglie nulla al valore dell’opera.
Gli elementi su cui puntare perché i libri elettronici conquistino il favore del pubblico sono quindi semplici: prezzi contenuti di ebook e dispositivi di lettura, qualità dei testi, cura editoriale, promozione agguerrita. E niente DRM. Siamo nel mondo del Web 2.0 e non si può impedire la diffusione di qualcosa: bisogna solo sfruttarla a proprio favore.

Vito Di Domenico, pugliese prestato a Milano, è articolista e traduttore per riviste a distribuzione nazionale sin dal 1997. Da sempre si interessa di sceneggiatura e negli ultimi anni ha collaborato con produzioni video scrivendo cortometraggi e videoclip che hanno ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Appassionato di cultura popolare a 360 gradi, si occupa professionalmente di narrativa fantastica in veste di consulente ed editor. Dal 2010 dirige con Christian Antonini la rivista digitale di narrativa Altrisogni e collabora con l’editore dbooks.it.

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