Una domanda sugli ebook a Francesco Troccoli

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

Non è facile rispondere. Se per “maturità” dell’editoria digitale intendiamo la presenza attiva dei grandi gruppi editoriali italiani, è chiaro che oggi il loro interesse a centellinare la progressione verso il digitale rappresenta un elemento frenante. Un po’ come per lo sviluppo di massa delle auto elettriche in un mondo che funziona a petrolio. La differenza, dal mio punto di vista, è che il petrolio inquina e le auto a benzina sono destinate a sparire, mentre i libri di carta restano oggi i soli veri libri.

E qui veniamo al secondo punto, la “reticenza” dei lettori, che di fatto esiste e mi riguarda da vicino. Bisognerà capire se si tratti di una fisiologica (e quindi transitoria) resistenza all’innovazione o di una sana (e quindi duratura) reazione anticorpale a un eventuale bluff speculativo; mi torna in mente il fallimento della videotelefonia mobile, per fare un esempio. In genere, a decidere la direzione finale del mercato in queste fasi di mutamento, checché se ne dica, sono i consumatori. Che l’Italia sia indietro rispetto ad altri paesi non è certo una novità; in molti settori merceologici i consumatori italiani si sono spesso classificati fra i “late adopters” delle soluzioni e dei prodotti più innovativi; in questo senso, il problema (ammesso che di problema si tratti) è ancor più evidente con un oggetto, il libro, la cui principale ragione di fascino risiede nella conservazione (del sapere, delle storie, persino delle copertine e delle immagini) come qualità intrinseca, al punto da diventare motivo di esposizione e celebrazione domestica.

Ve la immaginate una casa senza libreria? Io ancora non ci riesco: nella mia nuova abitazione, in cui mi trasferirò a breve, ci saranno decine di metri di scaffali in muratura. Insomma, quel che serve per l’affermazione di un prodotto così straordinariamente innovativo come l’e-book è il mutamento di una cultura ben radicata in tutto il mondo, da est a ovest e da nord a sud; forse una di quelle che da millenni più hanno contribuito a rendere evidente e tangibile l’uguaglianza di tutti gli esseri umani: scrivere, e leggere, parole (o ideogrammi) su carta. Non si può pretendere che in pochi anni si possa stravolgere un simile paradigma. E poi, che davvero lo si voglia cambiare, è ancora tutto da dimostrare.

Francesco Troccoli, originariamente farmacista, è scrittore, traduttore e speaker. Nel bel mezzo di una invidiabile carriera in una multinazionale farmaceutica, cambia vita per dedicarsi a tutt’altro. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Giulio Verne e il Nella Tela, è stato finalista al Premio Italia 2012 nella categoria racconto professionale, ha pubblicato oltre trenta racconti su raccolte e riviste e ricevuto numerosi apprezzamenti della critica. Blogger tra i più attivi del settore in Italia, firma le pagine di «Fantascienza e dintorni», sito vincitore del Premio Italia 2012. è membro del collettivo di autori «La Carboneria letteraria». Ferro Sette, il suo primo romanzo, è stato pubblicato ad aprile di quest’anno per i tipi della Armando Curcio Editore.

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