Una domanda sugli ebook a Silvio Sosio

In Italia gli eBook faticano a raggiungere il grande pubblico, diversamente da altri paesi. Secondo te questo è dovuto a una mancanza di maturità dell’editoria digitale o a una sorta di reticenza dei lettori? Su quali aspetti dell’eBook bisognerebbe puntare, a tuo parere, affinché conquisti favore?

L’Italia è effettivamente l’ultimo paese in classifica, tra i paesi più industrializzati, per diffusione degli ebook. Anche senza contare USA e UK che sono un altro pianeta (in UK il mercato degli ebook è oltre mille volte quello italiano, secondo dati del 2011) siamo distaccati da Germania e Francia, e se in Spagna il mercato vale meno, il numero di ebook pubblicati è comunque molto superiore.

L’Italia ovviamente soffre una serie di penalizzazioni che affossano tutto il settore internet e ecommerce: scarsa diffusione della banda larga, scarso uso del computer e della rete, scarsa diffusione della carta di credito. In più in Italia si legge meno che in altri paesi e il prezzo dei libri (stampati) è mediamente più alto.

Su queste premesse non è così strano se i grossi gruppi editoriali sono entrati nel mercato ebook un po’ con i piedi di piombo. Mentre per i piccoli e medi editori era un’opportunità (Delos Books è stata tra i primi a produrre ebook, prima con le “app” per iPhone, poi con gli ebook veri e propri già da inizio 2010), per i grossi c’era il rischio di una nuova falsa partenza come quella di dieci anni prima con il sistema proposto da Microsoft. Quando Mondadori, GeMS e soci hanno cominciato a vendere i propri ebook in Italia c’era già un parco di ebook reader installati più numeroso degli ebook in vendita. Cosa leggevano tutti questi ebook reader? Ebook pirata, chiaramente. Considerata la situazione, l’apertura del mercato ebook avrebbe dovuto (a mio avviso) focalizzarsi sul contrasto di una pirateria già diffusa e prosperante. Viceversa, l’approccio è stato quello di bloccare i libri il più possibile lucchettandoli col sistema di protezione Adobe, e di proporsi subito con prezzi alti: tutti i modi insomma per scoraggiare l’acquisto e favorire la copia illegale.

Elaboriamo il concetto. Il pubblico va abituato gradualmente a passare dal mercato fisico a quello digitale; di primo acchito, la sensazione è che se si acquista un libro stampato si ha in mano qualcosa, se si acquista un ebook non si ha in mano nulla. Quindi l’ebook non vale nulla o vale pochissimo. Questo concetto è ovviamente sbagliato: il libro è il testo, non la carta su cui è stampato. A questo si aggiunga che parlando di libri molti nutrono o dicono di nutrire una sorta di venerazione dell’oggetto libro; spesso è una scusa che maschera la paura di non essere adeguatamente abili nell’uso della tecnologia, ma sono comunque ostacoli che vanno tenuti presenti e superati gradualmente. Perciò a mio avviso se l’intenzione era di far crescere il mercato ebook sarebbe stato opportuno partire subito con prezzi bassi che permettessero ai clienti di acquistare i libri senza doversi fare troppi scrupoli sulla cifra da sborsare. Nel tempo, una volta creato il mercato i prezzi potevano esser fatti risalire a livelli un po’ più alti.

Il DRM adottato dal Kindle in USA è pressoché invisibile, tant’è che spesso non si riesce neppure a capire se un libro è protetto o meno prima di comprarlo (male). Il DRM Adobe utilizzato dalla maggior parte dei siti europei invece è complicato, gli utenti devono registrarsi sul sito Adobe, scaricare un loro software, fare cose strane e complesse. È oggettivamente un ostacolo che fa desistere molte persone al primo tentativo. E ovviamente, in un contesto in cui il mercato è tutt’altro che definito, l’utente prudente sa che corre il rischio di acquistare qualcosa che tra qualche anno non potrà più leggere perché magari lo standard sarà un altro: un libro col DRM non lo possiedi davvero, in un certo senso l’hai soltanto noleggiato. E come tutti sanno non costituisce il minimo ostacolo alla pirateria (un utente relativamente sgamato fa saltare il lucchetto in pochi secondi, e a quel punto può distribuire il libro sprotetto a migliaia di persone), ma solo alla copia casuale, quella che in realtà può rappresentare un’opportunità di diffusione della cultura ebook: tu mi presti un ebook, io mi accorgo che mi piace e il prossimo me lo compro.

L’arrivo di Amazon e di Apple ora sta un po’ risollevando la situazione (Google ancora non ha capito come deve muoversi nei rapporti con gli editori) e il crollo dei prezzi degli ebook sta cominciando a favorirne la diffusione. Siamo ancora in una fase molto fluida e il mercato ebook corre diversi pericoli (l’inondazione di libri autoprodotti, i tentativi di monopolizzazione dei grandi operatori di vendita, l’attacco agli editori da parte degli stessi operatori) e occorrerà che i lettori, che alla fine sono coloro che decideranno realmente il futuro di questo settore, si sbrighino a capirlo e ad avere consapevolezza del loro ruolo e dell’opportunità offerta dall’ebook, prima che vengano fatti danni che richiederanno molti anni per essere riparati.

Silvio Sosio, nato a Milano nel 1963, è giornalista ed editore. È curatore editoriale di Delos Books e dal 2011 curatore editoriale della collana Odissea Fantascienza.
La sua attività nel campo della fantascienza inizia negli anni ottanta con la fanzine La Spada Spezzata (vincitrice nell’1986 del Premio della European Science Fiction Society come miglior fanzine di fantascienza europea). Nal 1986 inizia una collaborazione con la rivista Applicando. Nel 1994 fonda insieme a Luigi Pachì la rivista online Delos Science Fiction, di cui rimane curatore editoriale per i primi 100 numeri e continua a mantere il ruolo di direttore responsabile. Nel 1996 fonda il portale Fantascienza.com. Nel 2003, con Franco Forte e Luigi Pachi, fonda l’associazione culturale e casa editrice Delos Books, che pubblica principalmente fantascienza e fantasy.
Dal 1993 si è dedicato alla diffusione della fantascienza per via telematica, prima nel mondo delle BBS con la conferenza dedicata al fantastico Fantatalk sulla rete OneNet (sopravvissuta fino al 2003 sulla Rete Civica Milanese). Oltre all’attività giornalistica Silvio Sosio ha scritto anche alcuni racconti, uno dei quali, Ketama, ha vinto il premio Courmayeur nel 1996 ed è stato pubblicato in Italia e in Francia; altri sono stati pubblicati su Urania. È inoltre sviluppatore di software e siti web. Sulla rivista MacWorld cura la rubrica Exposé.

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