Creature Alchemiche (4/4) | Punto Interrogativo n.42

di Mauro Longo

4. Incubi e altri Mostri

Gli Elementali non sono gli unici esseri misteriosi citati nei testi di Paracelso e l’alchimia non è l’unica delle scienze occulte che tratti dei misteri della natura e del mondo invisibile.

Alcuni praticanti delle arti più oscure indulgono ad esempio in quella che lo studioso definisce “Necromanzia”, ovvero l’uso di maneggiare teschi, ossa, sudari e bare, punzonare simulacri dei viventi per infliggergli maledizioni o interrogare le anime defunte. A quanto pare, costoro riescono ad ottenere risultati molto concreti, visto che “evocano i Morti, ricevono responsi alle proprie domande, li costringono ad andare in giro e produrre portenti vari”. Lo testimoniano le creature chiamate Fantasmi, Lemuri, Trarami, Ombre e Mani, che spesso infestano il nostro mondo.

Da non confondere con l’arte di evocare i morti, la “Negromanzia” è ancora più esecrabile, poiché permette di commerciare con i Demoni e le Anime Dannate. Questi esseri terribili amano essere convocati e trattare con i propri adoratori o con i maghi più abietti, ma sempre mirano a ingannarli e causarne la morte e la dannazione. Incubi, Succubi e ogni sorta di spiriti malvagi possono essere oggetto delle richieste dei Negromanti, ma solo durante la notte, poiché i demoni fuggono la luce e sono padroni delle tenebre.

La Stregoneria è un’altra di quelle scienze occulte che lo studioso accorto dovrebbe rifuggire. Essa produce esseri contro natura, sterili e spesso incapaci di ragionare, animati da arti proibite, illecite e nefande: i “mostri” che si possono incontrare di tanto in tanto nelle regioni selvagge, creature per metà umane e per metà brutali, omuncoli servitori, esseri silvani, deformità e aberrazioni di ogni sorta. L’episodio più celebre di cattura di uno di questi mostri sarebbe avvenuto a Salisburgo, dove alcuni cacciatori avrebbero imprigionato un essere dal corpo incredibilmente villoso, simile a quello di un animale, ma con mani, piedi e volto umani. Esso si muoveva a quattro zampe “come fosse un maiale” e i cani stessi non volevano braccarlo. Il mostro “non volle mai prendere alcun cibo o bevanda e invano si tentò, con frustate, punture, ustioni e varie altre crudeltà di fargli emettere un suono o una voce. Assai spaventato rifuggiva la luce e la presenza degli uomini e si nascondeva in ogni andito che potesse ripararlo fin quando, dopo tre giorni, ché raramente le bestie catturate sono solite oltrepassarli, morì.”

 

E ancora, nelle pagine vergate dallo studioso svizzero, vengono citati l’Esorcismo, che permette di far apparire gli Spiriti, il Sortilegio, che serve ad ottenere presagi, la Goezia che concede di trattare con esseri immondi e malefici, Geomanzia, Idromanzia, Piromanzia e Austromanzia che conferiscono potere sui quattro elementi, per arrivare infine a Magia Greca e Magia Metafisica, Chaomanzia, Chiromanzia, Augurio e Cabala, in un vorticare di arti arcane sempre più astratte, che consentono di volta in volta di evocare, vincolare e obbligare questo o quel potere soprannaturale.

Il Cinquecento europeo è un secolo di grandi scoperte della tecnica e della ragione, ma esso si sviluppa, con Paracelso, anche all’insegna dell’arcano e delle scienze occulte, che tanta diffusione ebbero nel Rinascimento. Ancora una volta è l’Alchimia a rappresentare la perfetta fusione tra scienza e magia, tra quell’anelito al misticismo e quell’esigenza di realtà che da sempre costituiscono i due poli in mezzo a cui si muove l’uomo.

Circondato da un turbine invisibile di spiriti e creature elementali.

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