Sonar 5/12 – 11/12

Mi alzai in piedi di scatto, porgendo la penna a Gelostellato, tenendola come un cucchiaio. Il sorriso maligno di Gelo suggeriva che ormai aveva capito chi fossi.
Rimasi immobile, con la mano tesa, aspettando che prendesse la penna o che mi strappasse le budella.
Il suo atteggiamento mi faceva saltare i nervi. Continuava a fissarmi con quel sorrisino… Corà non poteva aiutarmi, ancora prostrato in preghiera.
Su un piccolo tavolo accanto al muro c’era una minuscola radio sintonizzata su OndaEditor FM, che in quel momento trasmetteva le Orazioni notturne dell’editor novello. A un certo punto lo speaker annunciò una breve pausa musicale, e partì un latino-americano tremendo. Roba da coprirsi le orecchie e scappare.
Era il famigerato brano ‘Las macarenas della maledettas zanzaras’.
Corà si mise a urlare e fuggì via dalla stanza. L’eco delle grida si perse nei corridoi.
Ero solo. Con Gelostellato.
Era finita.

«Grazie», disse lui, rompendo il silenzio e togliendomi la penna di mano. «Te la regalerei volentieri,  ma come hai detto non sai usarla, giusto? Sai almeno cos’è? È una penna».

Annuii alle sue parole e osservai l’oggetto fingendomi sorpreso.
Adesso che ero completamente solo con lui facevo una gran fatica a non tremare.
Per la pace dei miei timpani, la tremenda canzoncina finì e lo speaker cominciò a leggere le notizie della settimana.
Tesi l’orecchio. Erano notizie che potevano tornarmi utili per Sonar.

«L’umanità è entrata nella Mezzanotte del Secolo e Samuel Marolla risulta introvabile. Polizia e carabinieri sono impegnati nella caccia all’uomo, senza risultati. Ma pare che qualcuno sia riuscito a incontrare Marolla e addirittura a parlare con lui. Si tratta di Miriam Mastrovito, che sul blog Strepitesti avrebbe riportato la conversazione avuta con l’autore ritenuto colpevole di aver gettato nel caos la città di Milano. Non sappiamo ancora se l’intervista sia autentica, vi terremo aggiornati nelle prossime edizioni del notiziario.
Si moltiplicano invece gli avvistamenti del Grande Notturno. Testimoni attendibili sostengono di averlo scorto nei dintorni di Milano. Secondo il blog Letteratura e Cinema, Il Grande Notturno avrebbe – citando testualmente – “occhieggiato dalla grata di un tombino”; il sito Scheletri.com sostiene invece che uno dei suoi redattori si sarebbe imbattuto nel Grande Notturno lungo le scale della propria abitazione.
La casa editrice Edizioni XII non ha voluto rilasciare dichiarazioni al riguardo, proseguendo nell’ostinato silenzio stampa dietro cui si è barricata dopo l’annuncio del portavoce Ferruccio Gianola, della settimana scorsa: «Sonar è una bufala, l’autore è semplicemente un hacker che si spaccia per uno dei nostri redattori. Non c’entriamo nulla con gli zombie che hanno assediato Milano, l’isola di Malapunta non esiste, e di certo non è nostra intenzione distruggere il mondo».
Nonostante queste affermazioni, i XII hanno tuttavia continuato a pubblicizzare lo scellerato giveaway che offre a chiunque la possibilità di entrare in possesso di una copia autografata del famigerato Il Grande Notturno. A denunciarlo è Strepitesti che in seguito a numerose minacce – a quanto sostengono i responsabili del sito – ha anche pubblicato le regole per partecipare all’estrazione.
Il nostro corrispondente dall’estero riporta inoltre una notizia che riguarda Danilo Arona, già sospettato di essere il mandante dell’omicidio dello scrittore e musicista Morgan Perdinka. La morte di Perdinka era stata considerata dapprima un semplice suicidio, poi il caso è stato riaperto in seguito alle rivelazioni della rubrica di controinformazione clandestina Sonar.
Bassavilla: An Italian Maine’ è l’articolo di Alessandro Manzetti dedicato a Bassavilla e Danilo Arona, pubblicato sul numero di dicembre della newsletter internazionale della Horror Writers Association.
Concludiamo questa edizione con la domanda di rito che ormai tutti i nostri ascoltatori conoscono: cosa fa un editor quando arriva la sera, dopo una faticosa giornata passata a urlare all’autore che è un incompetente?
Si rilassa ascoltando OndaEditor FM

«Questo Sonar sta diventando un problema serio», ringhiò Gelostellato fissandomi negli occhi.
«Già, è proprio una vergogna!» dissi per assecondarlo, con una smorfia schifata.
«Sai cosa farei a quel traditore, se mi capitasse davanti? Lo ficcherei nel macchinario dell’Abate Riva e gli farei suonare una canzone dei Tool all’organo! Ma ti vedo pallido, e se non sbaglio stai tremando. Devi essere molto stanco. Ti faccio accompagnare nella tua cella».
«Cella?» domandai spaventato.
«Le stanze del convento si chiamano celle, non lo sapevi? Pensavi mi riferissi ai sotterranei? E perché dovrei chiuderti nei sotterranei, mica sei un criminale, giusto?»
Annuii. Ero talmente spaventato che mi battevano i denti.
«Visto che Corà è fuggito in preda al suo millenario tormento, dovrò farti accompagnare da qualcun altro», disse Gelo, strattonando una fune che pendeva dal soffitto. La porta si aprì e comparve un uomo con un cappuccio nero sulla testa e le mani sporche di sangue.
Riconobbi il boia che aveva seviziato quel povero autore.
«Com’è andata con la moglie del nostro amico?» domandò Gelo.
«Ha fatto un po’ di storie», spiegò il boia, mostrando le mani gocciolanti.
«Scusami Vito Corleone, ma i frati sono tutti impegnati. Sarà padre Boia a scortarti fino alla tua cella».
Era un inganno, lo sentivo. Padre Boia mi afferrò per una spalla. La sua stretta d’acciaio mi ricordò Fabrizio. A differenza del buon Fab, però, padre Boia sembrava stringere volutamente.

«Ti auguro un lungo riposo», fu il saluto di Gelo, mentre padre Boia mi trascinava verso la porta: un rettangolo oscuro da cui soffiava un vento paralizzante.
La porta si richiuse con uno schianto alle mie spalle, precipitandomi in un buio tale da impedirmi di vedermi le mie stesse mani. Sentivo il respiro di padre Boia, molto simile al grugnito del Carlino Mannaro.
Poi l’organo dell’abate Riva riprese a suonare.
Era vicino.
Fin troppo vicino.

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