Sonar 24/10 – 30/10

Strumm, proprio lui, mi sbarrava il passo, e dietro di me arrivavano i XII. Mi cedettero le gambe e caddi in ginocchio.

«Fai quello che devi fare. Ma in fretta» supplicai, sperando in un rapido colpo alla testa. Dicono che non si senta dolore quando ti sparano in testa, e io non volevo soffrire.

Strumm non si fece pregare. Avanzò verso di me a grandi passi. Indossava il solito mascherone di Dart Fener e una lunga veste nera, possedeva un incedere discretamente regale. Se non mi fossi trovato davanti al mio killer, avrei dovuto fargli i complimenti.

In quel momento, non mi vergogno a dirlo, tremavo come una foglia e pensavo soltanto all’aldilà. C’era una vita dopo la morte? Stavo per dire addio soltanto al mondo, o anche a me stesso? E se ci fosse stato qualcosa, avrei rivisto Vipera e Fab?

Ma poi, mi domandai, erano davvero morti, Vipera e Fab?

Mentre fissavo con angoscia le formiche per terra, in attesa del proiettile che mi avrebbe devastato il cervello, la voce di Vipera mi sussurrò all’orecchio: «Su Como e dintorni di questo mese c’è una dettagliata analisi de La clessidra d’avorio, di Davide Cassia e Stefano Sampietro. Il romanzo si sviluppa in tappe, dal ‘500 fino ai giorni nostri. Un’altra prova che i XII non sono esseri umani. Cassia e Sampietro hanno vissuto davvero tutte quelle epoche. Scrivilo in Sonar! Scrivi anche che i fantasmi di Ritorno a Bassavilla sono andati a infestare il blog Nella mente di Redrum!».

Avrei voluto rispondere che ormai era tutto inutile. Sonar sarebbe stato spento, insieme alla mia vita.

Strumm mi spinse giù. Sentii il sapore della terra in bocca. In braccio aveva (non chiedetemi da dove l’avesse tirato fuori) non una pistola o un normale fucile, ma un bazooka.

Si sistemò con un ginocchio a terra e il bazooka sulla spalla. Ma ciò che mi sorprese fu che non stava mirando verso di me.

I cespugli frusciarono e all’improvviso comparvero i XII. Bonfanti, Musolino e Valsecchi.

Strumm puntò l’arma verso di loro. Un attimo dopo si scatenò l’inferno.

Un gran fragore, la terra tremava come per un improvviso terremoto; I XII scomparvero in una bolla di fuoco.

Strumm gettò a terra il bazooka ormai scarico e dalla veste tirò fuori un revolver e un kalashnikov.

«Stai giù!» gridò, non me lo feci ripetere due volte.

Alberi e cespugli erano in fiamme, ma i XII tornarono a mostrare le loro facce bruciacchiate.

Strumm fece fuoco, il rumore era assordante. I XII scomparvero di nuovo sotto una nube di fumo denso.

Finite le munizioni, Strumm si esibì in una capriola all’indietro, tirò fuori un altro bazooka nascosto in un tronco e fece fuoco un’altra volta.

Mi fischiavano le orecchie e il sangue pulsava dolorosamente nelle vene. Riuscii ad alzarmi e a ripararmi dietro un masso, mi arrivarono addosso terra e pietrisco, per qualche istante sembrò finita. Approfittando di un momento di silenzio, uscii lentamente dal mio nascondiglio, la nebbia stava diradandosi. Un intera porzione di bosco non esisteva più, ridotta a pochi tronchi carbonizzati.

Ma Strumm era ancora in assetto di guerra.

Qualcosa sembrò muoversi sotto di noi, un attimo dopo emerse dalla terra qualcosa di enorme e viscido, una specie di treno ricoperto di fango.

Un Vermone!

«Non provarci con me, Musolino!» urlò Strumm. Nella roccia accanto a lui era piantata una spada, l’afferrò per l’elsa estraendola come se fosse stata immersa nel burro.

La lama emanava una luce accecante, Strumm si lanciò contro il Vermone affondando il colpo. La bestia lanciò un barrito assordante, un momento dopo sparì sottoterra.

Ritornò la calma, Strumm abbassò la spada rilassandosi.

«Per il momento è finita».

Non riuscivo a crederci: mi aveva salvato, proprio lui che era stato il primo a tentare di farmi fuori.

«Grazie Strumm» gli dissi, ma bastò un secondo per mordermi la lingua: avevo di nuovo sbagliato la pronuncia.

Strumm si mise a saltare furioso.

«Stramm! Si pronuncia Stramm! Ma è tanto difficile? Stramm, come Joe Strummer! Sai chi è Strummer, no?»

«Come no? Il leader dei Beach boys!».

Quando rinvenni, inizialmente pensai che Strumm fosse ferito, la sua maschera era sporca di sangue. Poi capii presto che quel sangue era il mio.

Strumm non sembrò serbarmi rancore per aver confuso i Beach Boys con i Clash (forse la testata con cui mi aveva messo k.o. aveva già rimediato al torto). Aveva cose urgenti da dirmi.

«Andrai in un luogo sicuro. Non molto distante da qui, perfino i XII lo temono. Ma stai tranquillo, se farai come dico, non ti sarà fatto alcun male».

«Ma io devo prendere il treno!»

«Devi ascoltarmi!».

«Come faccio a fidarmi di uno che non si fa nemmeno vedere in faccia?»

Dal suo silenzio pensai di avere esagerato. Forse ero stato troppo aggressivo nei suoi confronti, temevo una reazione. In realtà Strumm non si era affatto scomposto, sembrava riflettere sul da farsi.

«Bisogna fare presto. Il giorno dei morti sta arrivando, insieme al Grande Notturno. Non ti è arrivata la notizia di Horror.it?  Niente sarà più come prima. Bisogna impedire che il cielo si oscuri e che i morti tornino in vita. La Mezzanotte del Secolo è già scoccata. Alessandro Girola ne ha celebrato l’avvento nel suo Il blog sull’orlo del mondo, ma ne parla anche Vito Tripi in World Shelter, insieme a Malapunta. Tripi non è certo il tipo da lasciarsi ingannare facilmente: «Forse Morgan Perdinka è reale e vive dietro lo specchio di Danilo Arona o dietro la sua Ombra… ». Bisogna fare presto!»

La voce di Vipera mi colmò l’orecchio mettendomi in all’erta.

«Stai attento, ti sta nascondendo una notizia molto importante! Anche la mandria infernale de La Corsa Selvatica si avvicina! L’allarme è stato dato da Daniele Imperi sul blog La Penna Blu!».

Vipera aveva ragione. Non dovevo fidarmi.

Ma in quel momento accadde qualcosa che mi fece cambiare idea, qualcosa di inaspettato e incredibile.

«Non è di me che non devi fidarti» disse Strumm. Per un istante rimase immobile, poi si portò le mani alla testa e si sfilò il mascherone, gettandolo via.

La mia mandibola calò giù priva di ogni resistenza. Stavo fissando ciò che mai nessuno aveva visto prima, neppure i XII: il viso di Strumm.

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