Sonar 8/8-14/8

Sono ancora qui. È trascorsa una settimana da quando sono scappato dalle grinfie degli uomini dodicini che mi volevano uccidere e ho raggiunto in elicottero la cima dell’Etna.
Non è stata una settimana facile, e se vi aspettate che me ne sia rimasto qui a guardare i tramonti, vi sbagliate.

Per due giorni non ho avuto di che mangiare, solo una borraccia con un po’ d’acqua, lasciatami da Vipera, che però non mi ha convinto sin dal primo sorso.
Infatti non appena l’ho bevuta sono caduto in una sorta di sonno letargico.
Quando mi sono svegliato ho trovato un messaggio sul portatile: «Più dormi, meno rumore fai e meno possibilità ci sono che ti scoprano».
Ho cancellato subito il messaggio e in mancanza di meglio mi sono messo a prendere a calci le rocce. Vogliono rendermi un vegetale, ma io non ci sto. Così mi sono ritrovato senza cibo e senz’acqua. Sono state le ore peggiori della mia vita.

Poi ho sentito di nuovo il rumore dell’elicottero sopra di me. Era il terzo giorno e la mia barba (mai avuto molta barba, ed è un peccato perché in un caso come questo avrebbe fatto molto figo) era la stessa di prima (in effetti era abbastanza inutile citarla, ma la barba è un segno distintivo di reclusione quindi ho voluto farlo lo stesso).
Con cautela mi sono affacciato dalla grotta per sincerarmi che sulla fiancata dell’elicottero ci fosse l’inconfondibile e amichevole disegno della vipera che strizza l’occhio. Allora sono uscito sbracciandomi per indicare la mia posizione.
In quel momento il suolo ha tremato.

Non vi sarà sfuggito che in questi giorni l’Etna sta facendo i capricci. Alla televisione danno un sacco di spiegazioni al fenomeno ma non fatevi ingannare: sono i XII che con i loro mezzi supertecnologici stanno tentando di arrostirmi vivo.
L’elicottero non può atterrare, questo l’ho capito, e allora lancia dall’alto il pacco con i viveri, proprio come si faceva durante la guerra.
Mi metto a correre per afferrarlo, ormai sono diventato bravo ad arrampicarmi. Lo vedo a meno di dieci metri da me, ma sono costretto a fermarmi. Non si può più andare avanti, sono arrivato al limite della bocca del vulcano da cui esce un vapore denso e soffocante.
Vi lascio immaginare con che faccia ho visto il pacchetto, con ciò che mi serviva per sopravvivere, planare con grazia proprio sopra il buco, e sparire infine in mezzo al vapore.
Niente da mangiare quindi, e chissà quando tornerà l’elicottero.

Intanto mi arrivano informazioni importanti per email. Ancora anonime, ma è proprio da questo che mi rendo conto che sono top secret e potrebbero aiutarmi a capire chi è che mi vuole morto.
Leggo con avidità l’intervista che Daniele Bonfanti ha rilasciato ai ragazzi di ThrillerMagazine. Racconta della nascita di Edizioni XII e del futuro della casa editrice. È soprattutto su questo che mi concentro, e sui nomi  nuovi all’interno della cerchia. Alessandro Manzetti è il nuovo responsabile marketing. Non un tipo qualunque ma un vero esperto. Il mio sesto senso comincia a pizzicare, sono sicuro che lui c’entra qualcosa con la mia situazione. Bonfanti parla anche della rivoluzione digitale che da qualche tempo ha travolto il mondo dell’editoria. I dodici sono molto attenti a questo argomento, e si sa ogni rivoluzione che si rispetti vuole qualche testa in sacrificio. La mia? È questa la traccia che devo seguire per capire qualcosa?

Ho molto tempo per pensare, questo mi porta a trarre conclusioni – forse – anche sconclusionate. Ne volete sapere una?
Che in realtà non sia dei XII la volontà di farmi fuori, ma che l’ordine arrivi da qualche altra parte. Una pista internazionale che porterebbe a – non ridete, e se proprio non riuscite a trattenervi sappiate che nei miei panni non ridereste di certo – Brian Keene!
Infatti è sui suoi Vermi conquistatori la recensione di questa settimana su Book and Negative.
Ripenso a ciò che disse Vipera riguardo i veri abitatori dell’Etna, e una nuova scossa fa tremare la terra. Una cosa sola mi fa sentire al sicuro: i Vermi, si sa, escono solo con la pioggia. Spero che gli scienziati dodicini non abbiano già messo a punto l’arma per cambiare le condizioni meteorologiche di cui accennava David Riva in una delle sue lettere.

Nonostante la fame e la sete, noto con piacere che si torna anche a parlare de I ragni zingari su La pagina 69 dei libri. Il romanzo di Nicola Lombardi è uno di quelli che ho apprezzato particolarmente. Penso che forse di lui potrei fidarmi. Magari se riuscissi a contattarlo avrei un alleato (una volta che gli avrò detto quanto mi è piaciuto il suo libro).
Credo che potrebbe funzionare, e la mia fiducia si basa su una regola che per me è sacra, e cioè che un autore non tradirebbe mai un suo fan.
Bene, mi segno il nome di Lombardi tra i possibili alleati, poi però mi accorgo che anche qualcun altro potrebbe aver voglia di aiutarmi, sempre per la stessa regola.
C’è un solo problema però. Non ho ancora letto Malapunta!
Morgan Perdinka è morto (a questo punto mi chiedo se i XII c’entrano qualcosa) però Danilo Arona, che ha curato il romanzo, potrebbe aiutarmi.
Faccio un veloce controllo e scopro che proprio questa settimana Antonio Ferrara ha parlato di Malapunta sul suo blog!
Devo ricordare di chiedere al mio contatto, Vipera, se mai lo rivedrò, di procurarmi una copia di Malapunta (non ho la postepay appresso, e se era nel pacchetto con i viveri posso dirle addio). Avevo tentato pure di vincerla gratis, ma porca miseria mi è andata male.
Ed è allora, mentre leggo la recensione di Ferrara, che mi sorge il dubbio. Uno di quei dubbi in grado di spazzare via per sempre tutte le certezze costruite in una vita intera.
Non può essere, mi dico. Sarebbe assurdo, follia!
Mi rendo conto di trovarmi a un passo dallo svelare uno dei più taciuti segreti dei XII. Morgan Perdinka e Danilo Arona… avete già capito, vero?
È incredibile, e potrebbero venirmi a uccidere già solo per aver insinuato una cosa del genere. Ma ormai tutti avete capito e non posso più tirarmi indietro. Devo dirlo apertamente, Morgan Perdinka e Arona in realtà sono…
Fratelli!
Ne sono convinto e indagherò anche su questo. Ecco perchè i XII ce l’hanno tanto con me: sono troppo intuitivo!

L’ultima notizia che mi arriva, proprio mentre sto per chiudere, è che è stato eletto lo Scrittore dell’AnnoAndrea Viscusi. Lo conosco, ho letto qualcuna delle sue storie. Dalla foto sembra un bravo ragazzo, sorriso aperto e niente da nascondere.
Già.
Ma guardate gli occhi. Lo sguardo non mente.
Già.
Sono quasi convinto che fosse tra gli uomini che tentarono di uccidermi insieme al Sellero e Strumm,e non è difficile figurarselo con una sigaretta in bocca e le dita sporche di sangue, dopo una carneficina.
Sento dei rumori. Qualcosa che sfrigola sempre più vicino alla grotta e un verso come di rospo.
Ma sono sicuro che non è un rospo.
Non posso più scrivere, devo andare a vedere. Non ho armi e se fosse qualcosa di minaccioso non saprei come cavarmela, ma devo andare a vedere.

Tornerò.
Forse.

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