Anunnaki 8: Il libro di Enoch | Punto Interrogativo n. 24

di Daniele Bonfanti
 

Con questa “pillola” chiudiamo la nostra incursione nei miti sumeri in gioviale cerca di extraterrestri. E per chiudere vediamo come la narrazione sugli Anunnaki non si esaurisca affatto con la caduta di Sumer; ma torni, riproposta – intatto nella sostanza – in miti successivi, come quelli biblici.

Specialmente quando questi vanno a citare o rielaborare personaggi e vicende già allora antichi.

Ma non temete, chiudiamo l’incursione suddetta, ma continueremo a parlare dei nostri amici Anunnaki ancora per un po’, qui in Punto interrogativo. Dal prossimo articolo parleremo di conoscenze fuori posto: della misura del tempo e dello spazio…

il misterioso libro di enoch: profeta o astronauta?

Il libo di Enoch

Il libro di Enoch è un testo biblico apocrifo riscoperto nel 1773 dal viaggiatore scozzese James Bruce, in Abissinia. Bruce riportò a tre copie di un libro redatto in lingua ge’ez. Ci volle un po’ di tempo perché ci si rendesse conto della reale importanza della scoperta del testo, andato perduto da circa mille anni.

Anticamente, doveva essere invece ben noto e molto importante, visto che viene citato nel Vangelo di Giuda e dalla stessa Bibbia, dove Enoch fa una breve apparizione: un personaggio affascinante, che visse 365 anni sulla Terra ma non morì: è una delle due figure bibliche a sfuggire la morte.

E camminò con Dio.

Eppure, il testo è apocrifo, e fa parte del canone biblico soltanto per la Chiesa Ortodossa Etiope. Perché?

Nel 1800 l’orientalista francese Silvestre de Sacy, il maestro di Champollion, ne tradusse una parte in latino, mentre la prima edizione integrale e corretta (preceduta da alcune imprecise) fu realizzata nel 1851 da August Dillmann.

Ma le versioni più antiche conosciute sono quelle, ritrovate tra i Manoscritti di Qumran – grotta 4 – nel 1948, vergate in aramaico.
Il libro è la narrazione della caduta dei Vigilanti, angeli corrotti che generarono – unendosi con le donne umane dopo che agli uomini fu data la possibilità di moltiplicarsi – i Nefilim, ovvero quelli che nella Genesi (6,1-4) vengono chiamati “giganti” e “eroi dei tempi antichi”.
I Vigilanti in sostanza si uniscono alle figlie degli uomini, generando semidei irascibili, e agli uomini insegneranno poi arti e scienze.
Dovrebbe ricordarci qualcosa.

Ciò che è molto particolare in Enoch – profeta antidiluviano, quindi da collocarsi nella Storia sumera o presumera – è anche il modo in cui venne “contattato” da Dio perché svolgesse il ruolo di ambasciatore, portando la brutta notizia agli angeli caduti che si era optato per distruggere tutto con il Diluvio: leggendo le pagine del libro, non ci vuole neanche troppa fantasia per una lettura del rapimento in cielo di Enoch in chiave abduction, e la salita alla magnifica casa in cielo di Dio, la “Grande Gloria”, come un tour in un’astronave.

Naturalmente esistono moltissime altre interpretazioni, dall’allegorica-simbolica alla psicanalitica di questo suggestivo resoconto. Ma vi invito a recuperare il libro e provarci, e poi ditemi che ne pensate…

Grazie al commentatore anonimo per la segnalazione di un errore, adesso corretto.

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