365 Storie cattive; intervista a Paolo Franchini

Benvenuto a Paolo Franchini; pittore, collaboratore per importanti testate giornalistiche italiane, autore di tre romanzi noir editi da ACar edizioni. Paolo ha di recente ideato e curato la raccolta 365 Storie Cattive, il cui ricavato sarà devoluto a A.I.S.EA Onlus, l’associazione che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia Alternante.
L’ha intervistato per noi Matteo Carriero.

Matteo Carriero: Paolo, parliamo di 365 Storie cattive. Com’è nata e come si è sviluppata questa idea di coinvolgere scrittori (perlopiù) di genere in una iniziativa benefica?
Paolo Franchini: È stata una follia delle mie, diciamo, una di quelle idee che mi saltano addosso nei momenti più disparati. Mio nipote Lorenzo è una delle 40 persone a cui, in Italia, è stata diagnosticata l’Emiplegia Alternante. Si tratta di una grave malattia infantile più che rara: nel mondo, per capirci, i malati sono meno di 500: si può comprendere con facilità, quindi, come sia poco “interessante” per chi si occupa di ricerca… La raccolta fondi che garantisce lo sviluppo dei vari progetti seguiti dalla A.I.S.EA Onlus, ovvero dall’associazione che affianca le famiglie italiane con un figlio affetto da questa patologia, è perciò di basilare importanza. Mi è sembrato giusto provare a fare qualcosa, così ho deciso di dare vita a questa iniziativa che devolverà alla Onlus l’intero ricavato della pubblicazione: nessuno dei 365 scrittori, desidero ricordarlo, ha ricevuto compensi per le 365 parole regalate all’antologia. E lo stesso vale per chi si è occupato delle copertine: il libro, infatti, è uscito con due diverse cover, una per stomaci forti e una per palati fini… Il contrasto tra la cattiveria delle storie e la bontà degli autori è stata la molla che, alla fine, mi ha convinto a dire “Vai, provaci!”. Scrivo storie nere da qualche anno ed è per questo che ho deciso di proporre la mia idea a una decina di scrittori già noti e affermati che vivono la mia stessa passione fatta di carta e di inchiostro. La loro risposta è stata positiva. Anzi, molto di più. Il passaparola sul web, poi ha fatto il resto. I mesi da agosto a ottobre mi sono serviti per selezionare i quasi 450 racconti pervenuti, un lavoro davvero impegnativo che, comunque, ho fatto volentieri e senza alcuna fatica. L’obiettivo era troppo importante per lasciar perdere tutto, d’altronde.

MC: Quali sono i tuoi progetti riguardo a questa raccolta, ora che è uscita?
PF: Ora non resta che la promozione. La cosa più difficile, lasciamelo dire. Il libro si può acquistare online (a prezzo scontato), oppure in tutte le Feltrinelli d’Italia. I primi riscontri sono buoni, ma si può senz’altro fare di più. Perché il fine è davvero nobile, soprattutto. Anche il Corriere si è occupato del progetto e sono già state organizzate alcune presentazioni. Chi volesse promuovere l’antologia, comunque, non deve fare altro che prendere contatto con me o con la Onlus attraverso il sito dedicato alla pubblicazione (www.365web.tk).

MC: Credi che si possa ripetere un’iniziativa simile?
PF: Mi piacerebbe molto. Riproponendo il tema oppure variandolo, questo non è importante. La cosa che conta, lo ripeto, è il fine. Nel caso, io sono a disposizione.

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