Dietro le maschere di Carnevale: Peste, di Samuel Marolla

In attesa di Carnevale, David Riva e io abbiamo interpellato gli autori riguardo alla genesi o ai contorni dei loro racconti. Nei prossimi giorni, a scadenze completamente casuali (d’altronde è Carnevale, no? che vi aspettavate) appariranno su questo blog le loro rivelazioni, accompagnate da un’anteprima a dir poco ghiotta: la corrispondente tavola illustrata di Diramazioni.

Il primo a lasciarci dare un’occhiata dietro la sua maschera è stato Samuel Marolla, autore di Peste.
A lui, quindi, la parola…

Peste, Samuel Marolla, illustrazione di Diramazioni
Il contagioIl racconto Peste affronta una paura che è profondamente radicata nell’uomo, frullandola con una serie di spunti di varia natura: il contagio.

Paura per eccellenza, e racconto di paura per eccellenza, quindi. La Morte Rossa di Poe, la peste vampirica di Bram Stoker, ma anche il licantropismo, ma anche la moderna zombificazione, passando per deliri letterari come la Milano fosca e cupissima popolata da appestati-zombi che braccano il povero Renzo Tramaglino in quella sorta di Resident Evil gotico che è la parte meneghina de I Promessi Sposi (a proposito: il bubbone pestilenziale post-incubo allucinogeno di Don Rodrigo è una delle scene horror più belle della letteratura mondiale); ma non solo. Ho voluto sfiorare la malattia mentale, e l’ho fatto in un modo volutamente scaramantico, fasullo, grottesco, perché l’argomento reale è ben più pesante e terrificante e serio di qualsiasi storiella da scribacchini, ma la paura c’è, rimane, è potente: mi sono divertito a immaginare una malattia mentale trasmissibile da uomo a uomo tramite il pensiero, la parola, un virus memetico antico e moderno che fonde la millenaria magia del verbo con le più post-moderne forme di trasmissione dell’informazione. Dal canto delle Sirene ai perversi segnali telefonici di The Cell, nulla è cambiato, e tutto è pronto per una nuova peste del terzo millennio.

E, perché no, se questo virus si trasmettesse con la scrittura, una scrittura folle e informe e sbagliata, basata su un’apparentemente casuale concatenazione di sillabe che innescano nella mente del lettore un segreto meccanismo autodistruttivo, a orologeria, il cui risultato finale è la feroce, brutale, ottusa demenza?

E se questo virus memetico fosse presente nel racconto di Carnevale, o, peggio, nel testo che state leggendo in questo momento?

Samuel Marolla

L’autore:
Samuel Marolla è nato e vive a Milano e ha trentacinque anni. Diplomato in sceneggiatura presso la Scuola del Fumetto di Milano, si occupa di narrativa di genere e di fumetto avventuroso.
Ha vinto o si è qualificato sul podio in diversi concorsi nazionali, sia nella narrativa che nel fumetto.
Presente con propri racconti, per Edizioni XII, in L’Altalena (2008) e nel precedente volume della collana Camera Oscura, Archetipi (2009).
Attualmente per la narrativa è sotto contratto con Mondadori, per la quale a novembre 2009 è uscita la raccolta di racconti horror Malarazza. In ambito fumettistico collabora con Sergio Bonelli Editore a Dampyr.


Colgo l’occasione per ricordarvi che Samuel sarà anche in edicola tra pochi giorni, per Dampyr, con la storia La locanda delle ultime feste.
Guai a perdervelo: contiene l’antidoto memetico per lo scherzetto che vi ha appena combinato.

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