Vita da corpo freddo: una chiacchierata con Enzo Body Cold (e il Sellero)

Enzo e il SelleroUno dei problemi di fondo del mestiere di intervistatore è quello di vedersi soffiare il pezzo da qualcuno che ha avuto l’idea prima di te. O semplicemente l’ha realizzata prima.
Ecco che, all’indomani della bella chiacchierata con Marilù Oliva, avevo pensato di scambiare due battute con Enzo Body Cold, leader del blog Corpi Freddi e, soprattutto, grande appassionato di thriller e noir.
Proprio stamattina, mentre sono lì che sto tirando giù le domande per l’appuntamento – fissatomi dal solito, efficientissimo Ettore -, ecco che mi arriva una mail.
Il sorriso immane di Giuseppe Pastore mi guarda da un angolo della finestra del monitor. Al centro le seguenti parole:
"Ho saputo che vuoi intervistare Enzo. Bene, leggi qui, se ti serve un po’ di ispirazione, eheheh".
Rimango lì come un pesce bollito. Inutile dire che mi ha fregato.
Tuttavia è in momenti come questi che uno dimostra tutta la sua professionalità e capacità di adattarsi.
Telefono disperato a Luigi Milani.
Non risponde.
Cavolo, pure Ettore non c’è: ha preso un giorno di ferie per assistere alla schiusa delle uova di zanzara.
Devo pensare.
A questo punto la soluzione è una sola: pausa caffè.

Ho appena inserito la chiavetta quando scorgo per i corridoi un individuo dall’aria familiare: capelli lunghi, unti, canottiera, infradito… Il cuore mi si ferma, mentre un metro cubo d’aria viene risucchiato con violenza nei polmoni.
Il Sellero! Qui!
Ma dove sono quelli della Sicurezza quando servono?
Mi guardo intorno: noto che questa volta hanno deciso di starsene ben lontani dalla vicenda. E dalla mia vita, per quel poco che ne rimane.
Sto accarezzando l’idea di nascondermi dentro la macchina del caffè, quando subito dietro di lui riconosco l’imponente figura di Enzo, con la sua barba e rassicuranti occhiali scuri (alla vista del Sellero ogni altra cosa diventa rassicurante).
Tiro un sospiro di sollievo (anche il cuore riprende a battere, seppur con un po’ di diffidenza residua)  e li chiamo: quando è in presenza di Enzo, o di Strumm, il Sellero diventa docile come un agnellino.
Un agnellino armato, certo.
Pochi minuti dopo siamo nella prima saletta utile, il mio registratore tra noi, acceso, pronti a iniziare la chiacchierata. Il Sellero, prima di seguirci, ha biascicato qualcosa che terminava con la parola
cesso ed è sparito.
Enzo c’è, io ci sono. Mancano solo le domande. Improvviso.

Ciao Enzo e grazie di essere venuto. Posso chiederti subito una cosa? Perché hai portato il Sellero con te?
Be’, ne approfitto per dirtelo adesso che è andato a svuotare la vescica. Stamattina mi ha citofonato alle 6.00 (io manco sapevo che le 6 esistevano pure de mattina) e come un’idiota l’ho fatto salire. Si è seduto sul mio divano senza dir nulla e alla mia domanda “che cavolo vuoi de prima mattina Sellè?”, candidamente mi ha risposto “Ho casa occupata da due ex esseri viventi” e io “in che senso ex esseri viventi?” “nel senso che mò non sono più viventi e, siccome co’sto caldo iniziavano a puzzare e a me non m’andava di fare le pulizie adesso, vengo a farmi due ore de sonno da te e poi passiamo dallo Sciabecco a farci due Averna”…
Appena ha saputo che dovevo passare da qua, è montato in macchina ed eccolo qui.

Che cos’è per te il genere noir e cosa ti ha spinto tra le sue braccia?

Rientra il Sellero (non oso pensare a come possa aver ridotto il bagno); mi guarda come se stesse cercando il posto migliore dove piazzarmi una pallottola. Poi sembra rendersi conto che non ha ancora una buona ragione per farlo e si mette a sedere in un angolo. Enzo rimane in silenzio a guardarlo finché lui non ci dà una sorta di via libera: “’mbè?”.

Grazie Sellè. Dicevamo del noir…
Definire il genere è molto da wikipedia, sul motivo che mi ha spinto a leggerlo… be’ forse i troppi attacchi di colite nell’adolescenza. Sai com’è, in certi casi leggere aiuta.
Poi la colite ho iniziato a curarla, ma la passione per la letteratura è rimasta.

Ride di gusto, di una risata piena, che non può non coinvolgere. In un attimo mi trovo a ridere con lui.
Do un colpo di tosse per cercare di riprendermi. Il Sellero ci guarda con la stessa espressione che avrebbe chiunque se gli dicessero che la luna è fatta di panna montata.

Si dice che il thriller, in Italia, stia vivendo un periodo d’oro. Secondo te è davvero così o è solo il genere che ha risentito meno della crisi?
Il problema di fondo è che viviamo in mondo assetato di sangue e notizie brutali. Questo è anche uno dei motivi per cui un TG che parli di sole buone notizie non verrebbe visto da nessuno. La ferocia, la brama di sangue, è innata nell’uomo, e il thriller lo rappresenta per bene. Chiaramente c’è anche gente che legge gli Harmony, ma alla prossima glaciazione saranno i primi a perire perché non hanno dimestichezza con la brutalità.

Come sai, si è soliti affermare che in Italia ci sono più scrittori che lettori. Da esponente di questa minoranza, secondo te, qual è il motivo?
L’equazione non è semplice da analizzare. Il problema di fondo è che gli scrittori, pur essendo di numero superiore ai lettori, il più delle volte non leggono i libri dei propri colleghi.
A parte gli scherzi, gli italiani hanno sempre vissuto la propria vita con all’orecchio la frase “Noi siamo un popolo di santi, poeti e navigatori”. Questo ha creato un imprinting nel nostro cervello che ci fa considerare ottimi esponenti nella navigazione, nella scrittura e nel moltiplicare pani e pesci.
Ora, prova a immaginare se da bambini ci avessero detto: “Noi siamo un popolo di utilizzatori di droga e puttanieri”, be’ saremmo riusciti a fare un vanto anche di questo. E pensa che c’è chi lo fa comunque.

Oltre a curare il blog Corpi Freddi, tu sei anche un agente letterario…
Diciamo che adesso sto giocando a fare l’agente letterario, ma con ottimi risultati.

Sorride con una punta d’orgoglio. Ben giustificata, direi.

La mia prima assistita è uscita qualche giorno fa per Elliot Edizioni, Marilù Oliva col suo nuovo romanzo ¡Tú la pagarás!. Nella mia squadra sono entrati altri due grandi autori, di cui non posso e non voglio render noto il nome, per adesso, e altri piccoli autori bussano alle porte.
La più bella soddisfazione è stata andare in libreria, prendere ¡Tú la pagarás! in mano e leggere i ringraziamenti. Avrei voluto gridare a tutti: “Questo sono io!”

Ho letto di un tuo progetto, dal titolo (provvisorio) di 12 mesi da corpo freddo. Puoi dirmi qualcosa di più?
Questa di sicuro te l’ha raccontata Sciacquabottiglie, vero?
Allora 12 mesi da corpo freddo è un progetto in stato avanzato per un’antologia, curata dal sottoscritto, i cui proventi andranno interamente in beneficenza alla EpaC, un’Associazione di Emotrasfusi. Proprio in questi giorni sto definendo la casa editrice per cui dovrebbe uscire.
I nomi all’interno sono molto altisonanti, ma almeno quello me lo tengo per me e se Sciacquabottiglie evitasse di sbandierare sempre tutto sarebbe buona cosa.

Raccontami un po’ dell’esperienza Corpi Freddi – Itinerari Noir, in collaborazione con Alessandra Buccheri, de L’angolo nero. Come è nata l’idea e che risultati ritieni di aver ottenuto?
L’esperienza è stata fantastica così come devastante. Per me era la prima volta che facevo da relatore a degli incontri con autori. Fortunatamente ero coadiuvato da ciò che considero una veterana del mestiere, Alessandra Buccheri, e tutto è andato per il meglio.
L’idea è nata nello stesso modo di come nascono le mie altre sparate, ovvero portando il mio cane Sud a defecare per strada (armato di sacchettino naturalmente).
Ho iniziato a pensare di organizzare un ciclo di incontri settimanali in un giorno in cui la gente non lavora, il sabato, e ho tirato in ballo Ale per la stipula della lista degli autori da chiamare. All’inizio è stata dura trovarsi sui nomi, ma alla fine abbiamo deposto le armi e ci siamo accordati.

Gli Itinerari continueranno?
Eh sì. Come se non bastasse, il virus si è propagato anche a Mantova e grazie a Marco “Killer Mantovano” Piva abbiamo organizzato un ciclo di incontri gemello andato benissimo, con autori differenti, e addirittura anche col pubblico differente! Per altro quello di Mantova si è protratto per molte più settimane rispetto a quello di Roma, ma in questo caso è stata colpa del Killer che solo dopo esser stato gambizzato dalla sua dolce metà, ha capito che era ora di andare in ferie!
Presto ricominceremo comunque e con la redazione dei Corpi Freddi, contiamo di farlo, almeno in tre città.

Bene. Attendo con ansia i prossimi incontri.
Vedo che il Sellero sta mostrando segni di impazienza. Direi che possiamo fermarci qui. Grazie di essere passati a trovarci e spero di rivedervi presto.

Vorrei precisare che i segni di impazienza del Sellero sono rappresentati da fuoruscite tipo geyser islandese, di gas naturale. In poche parole o tagliamo qua ‘sta chiacchierata o dite a mia moglie che l’ho sempre amata!

Mentre ridiamo (ma non il Sellero, che ci guarda come se non avesse capito dove stesse la battuta), usciamo dalla sala. Rallento il passo con Enzo per far allontanar un po’ Cecioni. Ne approfitto per un’ultima domanda.

Ora dove andrete? Se posso chiedere…

Adesso spero solo di liberarmi del Sellero e di andare a fare una capatina prima allo Sciabecco a farmi due birrozze fredde e poi spero di tornare a casetta mia e barricarla, prima che il Sellero torni a bussare. Sai com’è…

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