Il logo di Camera Oscura

collana Camera Oscura logoL’idea per questa nuova rubrica Dossier, che nasce con questo articolo, scaturisce dalla email ricevuta da un lettore che ci chiedeva informazioni sulla genesi del logo della collana Camera Oscura.

Quando Marco dalla segreteria mi ha inoltrato l’email, ho subito interpellato Diramazioni, visto che il logo l’hanno creato loro a partire dalla tagline che avevo scritto per la collana, ovvero "Laboratori dove sostanze si mescolano, per mostrare ciò che altrimenti resterebbe invisibile".

Jessica Angiulli mi ha risposto poco dopo dicendo che in realtà non aveva molto da aggiungere alla tagline stessa, se non qualcosina… e il "qualcosina" era un’analisi talmente interessante – che riporto qui di seguito – che appunto è sorta da sé l’idea di dedicare un po’ di spazio qui sul blog a parlarvi di come nascono determinati progetti, idee, iniziative.
Mi sono detto che se il gentilissimo lettore che ci aveva scritto era interessato all’approfondimento di questi argomenti, allora ce ne potrebbero essere altri con le sue stesse curiosità.

Quindi ci vedremo qui, quando il tempo lo permette, per chiacchierare dei dietro le quinte di Edizioni XII, un po’ come avere accesso al "making of" di un film, se volete. Ma adesso passiamo al testo di Diramazioni , con l’aggiunta di una mia piccola nota, sul logo di Camera Oscura:


Il nome "Camera Oscura" intende il concetto del rapporto tra luce e oscurità, sia in senso "tecnico" che e simbolico. La collana è infatti costituita da racconti caratterizzati da temi fortemente simbolici e fortemente interlacciati tra loro, e da un complesso e curato lavoro sul piano tecnico.

Il sole rappresenta la luce diurna, la luna rappresenta la luce notturna, entrambi relazionandosi con quella che noi percepiamo come oscurità, perché non visibile, non ancora percepibile, o percepibile in maniera incomprensibile.
Luce che permette di captare lo spettro luminoso, i colori, rimandando al processo di percezione visiva cui il termine "camera oscura" fa riferimento, l’ambiente e la condizione che permette il processo di sviluppo fotografico.
Così il simbolo trasferisce sul piano visivo il concetto che i libri-testi della collana comunicano sul piano letterario.
Sole e luna rimandano inoltre al fatto che questa collana ha similitudini tematiche con la collana Eclissi; il numero XII è un numero simbolico che caratterizza la casa editrice, Edizioni XII… ricorrente anche nei libri (Archetipi per esempio è costituito da 12 racconti e 12 rispettive tavole illustrate). La simbologia del 12 è estremamente ampia, ma è legata tra le altre cose ai 12 mesi che formano l’anno e alle 12 costellazioni zodiacali, quindi al concetto di scansione del tempo calcolata dall’uomo a partire dall’osservazione appunto del Sole e della Luna, quindi la creazione dei calendari.
Il triangolo che racchiude i simboli può anche rappresentare proprio la camera – ma anche il prisma, il fascio di luce, cosi come il simbolo dell’elemento terra, con la spirale che dà il senso di movimento ed è un simbolo molto antico, sacro, del processo di conoscenza, apprendimento, di percezione e quindi di nuovo tra luce e buio, l’affiorare delle cose, ma anche del rivelarsi di una storia narrata, di simboli significativi che fanno anche da filo conduttore. Appunto come nei libri della collana, dove esiste sempre un filo conduttore a legare i racconti tra loro.
Il serpente che si "morde" la coda, conosciuto come "ouroboros" rappresenta ciò che racchiude tutto, quindi un insieme che ha "capo e coda", ciclico, ovvero in cui l’inizio si riconduce alla fine (testa e coda). Come simbolo e in ambito esoterico-filosofico lo si ritrova rappresentato in diversi modi, ed è un simbolo molto antico, veniva anche inciso su alcune tombe, e questo indica ancora il concetto di luce-oscurità, di ricongiungimento, assimilabile anche al tempo.
La  definizione della collana è "CAMERA OSCURA – Laboratori dove sostanze si mescolano, per mostrare ciò che altrimenti resterebbe invisibile."
[nota mia: Anche la definizione richiama quindi da un lato un processo tecnico operativo, dall’altro uno sapienzale, richiamando la tradizione alchemica. L’oroborous compare in ambito alchemico, così come gli altri simboli utilizzati, e infatti intenzione della collana è racchiudere "percorsi" che vadano a scrutare oltre l’apparenza delle cose, mescolando autori e racconti per creare opere che siano molto più della somma delle parti, aprendo, come una serratura aperta dalla giusta combinazione, squarci oltre il velo dell’invisibile.]

Tornando al nome della collana, senza l’invenzione della camera oscura non sarebbe stato possibile fissare un’immagine su un supporto direttamente catturando la luce.

Il concetto visivo è sottolineato anche perché questa collana è caratterizzata dal fatto che il contenuto letterario è accompagnato da un apparato visivo (1 illustrazione per ogni racconto).

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