Anunnaki 1: La Storia degli Anunnaki (1/2) | Punto Interrogativo n. 17

di Daniele Bonfanti
 

Di ritorno con Punto Interrogativo!

Dall’ultimo articolo è passato un bel po’ di tempo. Me ne scuso e prometto – con le dita incrociate dietro la schiena, com’è ovvio – che cercherò di evitare lassi tanto indecorosi.
Iniziamo oggi un percorso ampio, alla scoperta degli Anunnaki, attraverso una serie di brani tratti dal focus che ho scritto per il numero 110 di Hera, attualmente in edicola, essendo stato molto gentilmente autorizzato dalla rivista a utilizzarli in questa sede. (La versione qui pubblicata è adattata al blog e le immagini utilizzate sono solo in alcuni casi le stesse).
Prima di tutto è opportuno porre le basi del discorso che andremo a fare, e per molti lettori probabilmente anche capire che cosa diamine sarebbero questi Anucosi; e quindi occorre conoscere

La Storia degli Anunnaki (1/2)

Primo appuntamento Nibiru-Tiamat: disastroso.Anunnaki: collisione Tiamat-Kingu

Nibiru e Tiamat sono pianeti. O meglio, il secondo lo era. Nibiru, alias Marduk per gli Assiri, è il decimo pianeta del nostro Sistema Solare, un pianeta dall’orbita estremamente ellittica, che lo porta a transitare in prossimità della Terra ogni 3600 anni.
Tiamat era il pianeta, posto tra Marte e Giove, da cui ebbero origine – dopo l’impatto – Terra, Cintura degli Asteroidi e comete.
Uno dei satelliti di Nibiru colpisce Tiamat, quasi lo spacca in due, aprendo una fenditura che causa sconvolgimenti apocalittici. Al successivo passaggio di Nibiru, il nuovo scontro e la frattura totale, che è anche all’origine della particolare disposizione geo-oceanica della Terra: da un lato, le terre emerse, dall’altro – quello dell’impatto – una colossale depressione, l’Oceano Pacifico.
Da quel momento in poi, Nibiru prende a transitare in maniera regolare sulla nuova orbita, per fortuna senza più massacrare la Terra a ogni passaggio, almeno per qualche decina di milioni di anni… E da quel momento prendono il la gli eventi Anunnaki: tavoletta cuneiforme ms2367anarrati nella mitologia sumera, che – questo è difficilmente opinabile – costituiscono la base per la Genesi biblica, e per il corpus mitologico di molte altre civiltà. La Mitologia stessa, quindi, non sarebbe un insieme di storie inventate, ma null’altro che un grande libro di Paleontologia e di Archeologia, narrato magari per allegorie e metafore – ma neanche più di tanto.
Ma saltiamo avanti con un fast forward fino a 450.000 anni fa. In mezzo non succede nulla d’interessante.
Questa l’epoca in cui la gente di Nibiru scese sulla Terra.
All’inizio ci arrivarono per caso: uno di loro – Alalu – era infatti stato esiliato dal proprio pianeta e aveva trovato rifugio sul nostro, scoprendovi l’oro, per questo popolo utilissimo: l’atmosfera di Nibiru era compromessa, e questi extraterrestri avevano identificato nell’oro l’elemento necessario per purificarla. (Un problema, il loro, quantomai attuale). E questo peraltro sta anche alla base del valore atavico dell’oro nelle culture umane. L’oro, si diceva, lo avevano trovato nel Golfo Persico. Qui scesero, e presero a estrarlo dal fondo marino; ma ben presto non bastò più, così cercarono altre miniere, trovandole nell’Africa meridionale. Mandarono del personale a scavare con fatica per estrarre il prezioso metallo: gli Anunnaki – o Nephilim, in Ebraico.
Intanto, si susseguivano vari eventi, tra cui una guerra: la Guerra degli Antichi Dèi, che avrebbe trovato importante eco in tante mitologie. Anunnaki: creazione di Adamo
All’inizio erano gli stessi Anunnaki a portare avanti i lavori, ma i minatori dopo qualche decina di migliaia d’anni di sfruttamento si ribellarono. Così, i responsabili della missione terrestre decisero di creare una nuova razza, verso il 300.000 a.C. – questa sarebbe la data reale dell’apparizione dell’homo sapiens – a partire da un primate compatibile con il loro DNA. Dai loro esperimenti di ingegneria genetica, in cui mescolarono il loro codice genetico con quello della creatura autoctona, derivarono molti ibridi raccapriccianti [ndr: come quelli descritti da Elvezio Sciallis nel Teratonomicon], prima di giungere a un risultato decente; ma alla fine ottennero ciò che volevano: una specie di schiavi, sufficientemente intelligente e controllabile, e abbastanza forte per lavorare nelle miniere.
Gli Anunnaki avevano costruito veri e propri porti spaziali sulla Terra – da questi porti andavano e venivano a bordo delle loro astronavi. E una serie di insediamenti, all’inizio sette, per il controllo e la gestione della Anunnaki: alcuni Anunnaki in fase di atterraggio?missione. In origine si limitarono a utilizzare gli uomini per i lavori, e la Terra come miniera; poi, col tempo, la colonizzarono effettivamente. Alcuni degli Anunnaki si stabilirono sulla Terra, spartendosi aree di potere e divenendo quelli che per gli uomini erano dèi. E non solo: all’inizio il Lavoratore Primitivo, l’uomo, era sterile; ma col tempo alcuni degli Anunnaki – creando forti contrasti interni con chi non era d’accordo – decisero di dargli la possibilità di riprodursi. Spesso alcuni di loro cominciarono a sposare le figlie dell’Uomo, e addirittura assegnare incarichi di comando a determinati “ibridi” così generati. Questo non piaceva affatto a Enlil, il leader degli Anunnaki sulla Terra, e si diede di nuovo fuoco alle polveri delle rivalità tra le varie fazioni.
La faccenda dei rapporti misti, Enlil l’aveva presa davvero male, e cominciò a tramare la rovina del genere umano; cosa che avrebbe portato a termine con discreto successo più o meno nell’11000 a.C.: accortosi che il periodico passaggio di Nibiru in prossimità della Terra causerà un terrificante maremoto, costringe gli altri Anunnaki a fare i finti tonti e non rivelare nulla agli uomini.

Volete sapere della sorte di questi nostri antichissimi avi?
Lo vediamo dopodomani (domani mi faccio i cazzacci miei, va bene?) – per ora lasciamo in standby l’inda di tsunami bella minacciosa in lontananza – in La Storia degli Anunnaki (2/2).


Come sempre, le buone abitudini non si cambiano, se volete cominciare a discutere potete approfittare – oltre che naturalmente dei commenti – dell’area di Punto Interrogativo sul Forum di Edizioni XII.


(Articolo pubblicato per gentile autorizzazione di Acacia Edizioni, fonte: Hera n. 110, marzo 2009)
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