Itagliani/4: Ma c'ho il Pass!!!

Il sogno, o la sottile perversione, chiamatela come volete, di chi organizza serate si chiama Backstage, cioè la possibilità di vivere in tutto e per tutto il dietro le quinte di uno spettacolo.

Stare in quella zona di mondo sconosciuta e misteriosa dove ci sono camerini, elettricisti e tecnici luci e dove, accidentalmente, passa l’Artista.

Unica chiave d’accesso a questo luogo fantastico è il Pass.

Purtroppo per noi il Pass è un’entità quasi mitologica che in pochi possono mostrare e che tutti vorrebbero avere.

Spesso viene usato come moneta di scambio per ottenere favori di vario tipo, ad esempio quando serve manodopera gratis i Pass appaiono d’improvviso in grande quantità:

“dai aiutami a montare il palco, ti do il Pass per stasera”.

Che storia, eh?

Non illudetevi. Per avere il miracoloso rettangolino il malcapitato aiutante dovrà sobbaccarsi di tutti i lavori più degradanti e faticosi che siano mai stati inventati. Nel 90% dei casi a lavoro ultimato sarà così stanco che lo troveranno addormentato alla fine dello spettacolo avvolto in una cerata del palco. Con il Pass al collo però.

Più spesso ci si trova di fronte ai millantatori. Loro il Pass ce l’hanno, per chi li avete presi? Solo che:

  • L’ho lasciato in macchina
  • Che coincidenza mi chiamo proprio come quello che vi fa l’ufficio stampa!
  • Dai ce l’ho, me l’hai dato tu prima
  • Sono Dio fammi entrare

 “Ma c’ho il pass” è la loro frase preferita, di solito detta con tono lamentoso e lo sguardo stupito, manco gli aveste chiesto se aveva il naso: “Ma c’ho il pass!” – lamento – sguardo – mani che sottolineano la situazione (di solito ad indicare il punto in cui dovrebbe esserci il pass).

Drammaticamente non sono questi i casi peggiori. Il peggio, ragazzi miei, deve ancora arrivare perché un vero organizzatore di eventi (o creatore di situazioni se preferite) colleziona tutti i Pass della sua vita e li espone alla bisogna per convincervi che lui in tutte le Grandi Occasioni era presente e forse, addirittura, le ha organizzate lui!

Li estrae come se fossero carte da gioco e li snocciola in ordine di importanza. La scala di valori è abbastanza ovvia: al livello base ci sono serate tipo i vari “Canta qualcosa” seguiti subito dopo dalle Convention e dai Comizi di qualche politico minore.

Salendo si trovano i Pass, che il vero uomo di mondo chiama Passi (“C’ho il Passi” è detto con noncuranza che tradisce, però, una certa fermezza), di Mostre del Cinema o Festival di Qualcosa di Artistico. Il livello supremo è Sanremo; il livello supremo è sempre Sanremo, tenetelo presente, anche i concerti di Vasco sono sotto. L’unica eccezione alla regola sono i concerti delle Star Internazionali, ma solo se si ha una foto abbracciati a loro.

Poveretti, chissà che vita fanno:

“Amore ti ho portato la colazione a letto”

“ce l’hai il Passi per entrare?”

“…no…”

“Sicurezza, c’è un intruso!”

 

Rumore di cocci e di pugni. Il PR si gira dall’altra parte e continua a dormire.


come al solito potete mazzularmi nella sezione apposita del forum di XII

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