I Mito(il)logici

I Mito(il)logici sono tutti quei personaggi le cui gesta e peripezie sono parte della mitologia classica, quella greca e romana. Di settimana in settimana, proporrò una storia, un episodio mitologico, con spirito goliardico.

Per la prima puntata, non potevo che partire dal boss del Monte Olimpo, ovvero Zeus.

Perciò, ecco a voi la storia di

 

Zeus e Mnemosine

 

All’inizio dei tempi, il sovrano degli dei era Crono (trono conquistato evirando il padre… strano modo per effettuare un golpe), mentre i Titani rappresentavano la corte.
Zeus, figlio di Crono, si rivelò assetato di potere come il padre e decise di muovergli guerra, scagliando i suoi proverbiali fulmini (il che è ancora più strano… non poteva semplicemente tagliargli il gingillo come aveva fatto Crono con il povero nonno?). Guerreggia che ti guerreggia, alla fine Zeus ebbe la meglio e spodestò Crono, relegando i Titani nel Tartaro.
Ma tutti tutti i Titani? La risposta è no, signore e signori. Zeus era assetato tanto di potere quanto di patate (e non parlo di tuberi), pertanto risparmiò dal Tartaro le Titanidi, e non certo per spirito caritatevole. Difatti, il nostro latin lover, seppur sposato con Era – che, come vedremo nelle prossime settimane in questa rubrica, aveva più corna in testa lei di un cervo e un alce messi insieme (d’altra parte, era la dea dell’abbondanza… ) – molestava tutte le donne, umane o divine, che gli capitavano a tiro. E non senza ricorrere a trucchi subdoli. Perciò Zeus, vuoi per non farsi riconoscere, vuoi perché era brutto come un rospo, usava mutar forma per corteggiare la donzella di turno.
Una delle prime a cedere alle lusinghe del dongiovanni dell’Olimpo fu appunto la titanide Mnemosine, dea della memoria. Leggenda vuole che Zeus le si presentò con le sembianze di un pastore (evidentemente, a Mnemosine piaceva il grezzo) e che giacquero per nove notti sul monte Pierio. Nove notti di sesso infuocato che diedero i frutti dopo un anno: da Zeus e Mnemosine nacquero infatti le nove Muse. Come dire, ogni botta una figlia, una media da record.
Eppure, è alla libido di Zeus che dobbiamo l’avvento delle Muse, patrone dell’arte e note ispiratrici di pittori, musicisti, commediografi, scultori.

 

Nonché di scribacchini come il sottoscritto. Viva Zeus!

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