I misteri dell'antico Egitto in "Pyramid", concept album di The Alan Parsons Project

In occasione della conclusione dell’avvincente articolo in più puntate – quasi una saga – di Daniele Bonfanti, mi piace richiamare la vostra attenzione su un’opera che si mostra in singolare sintonia con gli argomenti affrontati nel lungo excursus bonfantiano.

Mi riferisco a "Pyramid", album di Rock progressivo pubblicato nel lontano 1978 dall’ensemble musicale e artistico noto con la celeberrima sigla di Alan Parsons Project.

Eric Woolfson, lo scrittore del gruppo appassionato di temi legati al mistero e all’occulto, ideò l’architettura dell’album – un concept album, come usava all’epoca – in un periodo in cui l’Egitto e il concetto stesso di piramide andavano per la maggiore.

In particolare, la stampa popolare – per non parlare di quella specializzata, come ad esempio  Il glorioso Giornale dei Misteri nel Bel Paese – si effondevano, sul finire degli anni ’70 in articoli che mettevano in luce gli aspetti più… oscuri (passatemi il becero calembour, ma non ho saputo resistere) delle antiche tradizioni e leggende egiziane.

Un certo seguito lo vantavano anche le numerose teorie sulle ipotizzate proprietà magiche delle piramidi, e sui possibili nessi esistenti con altre dimensioni, o persino con l’aldilà. È sulla scorta di simili suggestioni che Woolfson scrisse alcuni dei suoi versi più belli e oscuri.

Lo stesso Parsons del resto non era nuovo a certi temi. I suoi fan più attenti ricorderanno che le foto interne della versione su LP di "The Dark Side of The Moon", l’album cult dei Pink Floyd (per i quali A.P. fu a lungo ingegnere del suono, pesantemente coinvolto nella produzione del disco appena citato) ritraevano appunto le piramidi egiziane…

Da un punto di vista prettamente musicale, l’album segna un passo abbastanza deciso verso atmosfere più Pop dei lavori precedenti, Tales of Mystery and Imagination (1976) e I Robot (1977).

Brani di punta, a tutt’oggi tra i più gettonati dell’intera produzione del gruppo, sono What Goes Up, Pyramania e The Eagle Will Rise Again.

Last but not least, il disco, appena rimasterizzato a cura dello stesso Alan Parsons, vanta un suono davvero ad altissima fedeltà, in grado di mettere alla corda gli impianti hi-fi meno… prestanti

Tracklist
1. "Voyager" (instrumental) – 2:15
2. "What Goes Up…" – 3:56
3. "The Eagle Will Rise Again" – 4:03
4. "One More River" – 4:16
5. "Can’t Take It with You" – 5:02
6. "In the Lap of the Gods" (instrumental) – 5:29
7. "Pyramania" – 2:43
8. "Hyper-Gamma-Spaces" (instrumental) – 4:20
9. "Shadow of a Lonely Man" – 5:34

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