La Maledizione di Tutankhamon (3/5: body count!) | Punto Interrogativo. Numero 12

di Daniele Bonfanti
 

So che voi siete grezzoni e volete morti a raffica, se no non vi divertite. Eccovi serviti con

La Maledizione di Tutankhamon (3/5: body count!)

Aubrey Herbert, fratellastro di Carnarvon, muore di setticemia dopo un semplice intervento, pochi mesi dopo la morte del Conte.

Evelyn White, egittologo della Leeds University, si suicida in un taxi nel dicembre 1924. Ilmaschera tutankhamon New York Times riporta parte della sua ultima lettera:

So che una maledizione incombe su di me, nonostante avessi l’autorizzazione a portare quei manoscritti al Cairo. I monaci mi avevano avvertito che la maledizione avrebbe avuto in ogni caso il suo effetto. Ecco il risultato.

Di fatto, diciamocelo in tutta sincerità, non è provato che White avesse avuto a che fare con la tomba di Tutankhamon, anche se conosceva Carter e è possibile che gli avesse fatto visita. In ogni caso, i manoscritti a cui fa riferimento non hanno nulla a che vedere con la “nostra” tomba. Tuttavia, il clima era quello giusto perché White finisse inserito tra le vittime della Vendetta. Tuttavia, la sincronicità è quantomeno interessante.

Tornando nel vivo (si fa per dire)…

George Jay Gould, amico intimo di lord Carnarvon, meno di ventiquattr’ore dopo aver visitato la tomba insieme a Carter, viene colto da una febbre improvvisa e inspiegabile. Muore prima che sia passato un giorno. I medici parlano di una strana forma di peste, senza convincere nemmeno loro stessi.

Il 26 marzo 1926 è il turno di Georges Bénédite, direttore della sezione Egizia del Louvre.
Durante la visita alla tomba inciampa e cade. Per lo meno insolite le conseguenze della caduta: polmonite, e morte.
le mille e una notte Lo scrittore e intellettuale J.C. Mardrus, famoso per la traduzione de Le mille e una notte, commentò in proposito:

Sono assolutamente convinto che sapessero concentrare sulla mummia e intorno a essa forze di cui possediamo nozioni molto frammentarie.

Arthur C. Mace, assistente di Carter e coautore del suo libro sulla scoperta della tomba, presente al momento dell’apertura, muore nel 1929 per una presunta pleurite.

Nello stesso anno, Richard Bethell, segretario personale di Carnarvon, viene stroncato a Londra da un infarto.

Il padre di Bethell, ovvero lord Westbrury, si getta dalla finestra subito dopo la perdita del figlio.

Durante il suo funerale, il carro funebre travolge due ragazzini. Uno dei due muore durante il trasporto in ospedale.

Mervyn Herbert, l’altro fratello di Carnarvon si spegne per un infarto a soli 41 anni, nel 1930.

Archibald Reed, radiologo, muore per un esaurimento nervoso pochissimo dopo aver esaminato la mummia del faraone.

Il principe Ali Kamal, bey d’Egitto, che era – pare – entrato nella tomba priarthur weigallma di partire per un viaggio per Londra, viene assassinato nella capitale inglese.

Lo stesso Arthur Weigall, l’egittologo di cui abbiamo già parlato, che con il suo libro e le sue dichiarazioni aveva dato eco e credibilità alla storia della maledizione, e che lungamente aveva studiato la vicenda della scoperta della tomba, muore per una strana e violenta febbre nel 1934.

Tutte queste persone furono incluse nell’elenco che Herbert Winlock, direttore del Metropolitan Museum of Art, stilò quello stesso 1934, colpito dalla morte di Weigall.

iscrizioneA questo punto – sui giornali – cominciarono a “morire” persone inventate, oppure che in effetti non erano morte. Per esempio, morirono dei custodi del British Museum, etichettando dei reperti provenienti dalla tomba del faraone. Peccato che, al British, non fosse stato spedito alcun reperto… E cose del genere. Via via più gonfiate, com’è ovvio. Man mano che il tempo passava, circolarono vere e proprie frottole colossali. Talune, molto divertenti, come quella già citata relativa alla morte dei due esecutori dell’autopsia, oppure quella della morte di lady Almina, moglie di lord Carnarvon: una puntura d'insetto subita nel febbraio del 1929, secondo i medici, è la causa della sua morte istantanea! Morte che, però, in effetti tanto istantanea non è, dato che la signora morì nel sessantanove.
Un veleno, quello dell’insetto diabolico, a lento corso.

Carter, da parte sua, non diede mai credito alla storia della maledizione:

Lo studioso si pone al suo lavoro armato di rispetto e di sacra onestà, ma privo di quel timore che ha così facile presa sulla folla avida di emozioni.howard carter

Lui morì, per cause naturali e all’età di 66 anni, nel 1939. Parrebbe che la maledizione con lui non ce l’avesse.

Anche dopo molti anni, l’eco della Vendetta del Faraone non pare essersi sopita comunque del tutto: nel 1972, Gamal Mokhtar direttore della sezione antichità egizie del British, muore proprio quando i tesori vengono trasferiti in Inghilterra per una mostra.

Nel 1978 i membri dell’equipaggio dell’aereo che trasportava le reliquie subirono poco dopo incidenti, attacchi cardiaci e tragedie familiari.

Nel 1992 Christopher Frayling, che realizzò una serie per la BBC sulla storia del faraone, nonostante il suo lavoro fosse propenso a proporre spiegazioni razionali del caso, dovette ammettere delle stranezze: narrò di luci che si spengono, audio che non funziona, del regista colto da coliche improvvise, addirittura di un ascensore il cui cavo si spezza facendo cadere gli occupanti per ventun piani (senza conseguenze fatali, per stavolta), di forti allergie e attacchi d’asma tra i membri della troupe.

21Il numero totale delle vittime attribuite alla maledizione in genere è ventuno (come i piani percorsi in caduta libera dall’ascensore, eh eh, ma questa parentesi saltatela pure). Naturalmente, si può leggere davvero di tutto, qua e là specialmente in Rete (ma non solo): possono levitare tranquillamente a quaranta, o cinquanta.

Di fatto, si può dire che circa una dozzina di persone collegate alla scoperta della tomba morì effettivamente in circostanze inquietanti.

Spiegazioni?
Nella prossima puntata. Forse.


A domani, per la puntata numero quattro, la penultima. Intanto, se volete, vi aspetto nell'area di Punto Interrogativo su XII Forum.


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