TaXII, la cyber tournee romana di Jasmina Tesanovic – seconda parte

Alle 11 di mattina trovo Jasmina col Mac sull'orlo del lavandino del bagno. J. coglie il mio sguardo interrogativo, ridacchia e spiega: "Stamattina dalla camera da letto ho captato un debole segnale. Allora l'ho inseguito col portatile, e così eccomi qui. Non sarà molto poetico, ma è funzionale. Ho appena postato un pezzo nuovo, sai? Ora anzi te lo faccio vedere."
Chi è la vera anima cyber, se non lei? Altro che Bruce, che è rimasto a lavorare in quel di Torino, rapito dagli amici di Share, Simona Lodi in testa.

DSC00132Verso l'ora di pranzo ci rechiamo a Radio Sapienza: accoglienza da veri cyber Vip, naturalmente. Bel programma: Antonia, la conduttrice, ci sa fare. Snocciola titoli di libri e autori e brani musicali con la padronanza che pochi dee-jay hanno. "Farai carriera" le pronostico, da consumato tycoon.
Mangiamo qualcosa tutti assieme e ripartiamo.

Un vento freddo impetuoso frustra il proposito di Jasmina di bloggare da Piazza Navona. Torniamo alla base. Facciamo il punto della situazione, ragionando sui contatti da prendere. Daniele – il presidente di XII, nonché principale pard in quest'azzardata operazione editoriale – mi chiama per notizie. Riferisco, da buon inviato al fronte.
Stacco di un paio d'ore.

Ci rivediamo alle 19.30. Il tempo di smanettare un po' con la rubrica del Mac per estrarne qualche indirizzo per la campagna stampa (il mio personale incubo da qualche tempo a questa parte), e ci rimettiamo in marcia, destinazione gli studi televisivi Rai di Saxa Rubra.
Annaspiamo nella palude del traffico serale, infestata di pendolari in uscita da Roma.
"Arriveremo tardi" dice Jasmina, in un tono a metà strada tra l'affermazione e la domanda.
"No, ce la faremo. Abbiamo tre quarti d'ora" replico, attempato Han Solo al timone del Millenium Falcon.

raiAll'ingresso Rai trovano i nostri nominativi subito, caso raro.
Ma è la ricerca della palazzina che si rivela impresa non banale. Sembra che tutti sappiano dov'è la palazzina F, ma nessuno sia in grado di indicarci come raggiungerla. Poco male, siamo in anticipo. Passeggiamo per i viali alberati, chiacchierando di bizzarri contatti astrologico-internettiani, l'occhio sempre attento alla lettera F.
Che qualcuno deve avere espunto la F dall'alfabeto urbanistico di Saxa Rubra, però. Perché dell'edificio non c'è traccia alcuna.
"Dài, torniamo all'ingresso." diciamo in coro. Ridiamo, non c'è altro da fare.
Jasmina si inoltra nella guardiola della vigilanza e chiede lumi.
"Ora le spiego tutto, ma lei non può entrare qui." risponde un ragazzotto della vigilanza.
Dobbiamo tornare dove eravamo prima. Ci guardiamo dubbiosi, per nulla confortati da un rapido controllo a una vecchia piantina sbiadita affissa a un cartellone divorato dalle intemperie.
Ma ci incamminiamo. Lungo un vicoletto buio come la mente di chi ha progettato questi luoghi incrociamo due tecnici, statuari nella loro posa da fumatori in esterni.
"Andiamo bene per la palazzina F?" chiedo, in tono disinvolto.
Uno dei due mi lancia un'occhiata sospettosa, squadra la donna al mio fianco, aggrotta la fronte e sospira.
"Non credo. Di'" fa al collega,"'ndo sta, la palazzina effe?"
L'altro: "E che ne so? Qui c'è la E… boh, starà da quella parte." risponde, indicando un punto vago nel vicolo.
"Andiamo, andiamo!" sussurro a Jasmina.
"Ma…" obietta lei.
"Questi non sanno manco come si chiamano, dammi retta."
Giriamo l'angolo. I due tecnici si trovavano alle spalle della palazzina.

Raggiungiamo piano e stanza indicati. Non c'è nessuno, ma è anche vero che, nonostante tutto, siamo in anticipo di una decina di minuti. Di lì a poco ci raggiunge il truccatore, che vorrebbe truccare anche me, ma mi defilo. Sopraggiunge una giornalista della redazione, scambio di convenevoli e informazioni. Tutto procede per il meglio.

in studioAlle 21.18 varchiamo la soglia dello studio. Due microfoniste mi fanno sedere su una poltrona girevole al di là delle telecamere.
La luce rossa si accende. Vedo il nostro libro inquadrato dalla telecamera e mi pare un'esperienza vagamente surreale. Se penso che solo pochi giorni fa il file con la copertina rimbalzava come la pallina  di un flipper tra me, Bruce Sterling e Daniele…
Comunque sia, é andata.
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