TaXII, la cyber tournee romana di Jasmina Tesanovic – prima parte

foto-allarrivo_fiumicinoL'aereo da Torino dovrebbe atterrare a Fiumicino alle 20.30.
Seguo il cartello “ARRIVI” e in effetti arrivo anch'io, nei pressi delle pensiline, in coda alla lunga teoria di auto in attesa dei passeggeri in arrivo dai Voli Nazionali.
Ma alle 20.30 l'aereo non atterra. Un vecchio con un'auto vecchia quasi quanto lui resta in panne su una via di fuga. Due ragazzotti vocianti spingono spavaldi l'auto, che riparte in retromarcia.

Sono in auto con mia moglie Chiara. Attendiamo l'arrivo di Jasmina Tesanovic. Ha deciso di partire da Torino con l'ultimo volo perché è impegnata con Share, la rassegna presieduta da suo marito Bruce Sterling.
Nel taschino della camicia dapprima vibra e poi squilla insistente il mio cellulare.
"Sarà Jasmina" azzardo a Chiara.
Macché. È il co-redattore della trasmissione radiofonica che ci ospiterà domani.
"Caro Luigi, sono Giuseppe. Come stai?"
"Non c'è male, grazie. Dimmi tutto." rispondo, sporgendomi dal finestrino in cerca di qualche segno dal cielo: un baluginio di luci, un rombo d'aereo più vicino degli altri.
"Volevo leggerti la scaletta degli altri titoli previsti per domani. Vado?"
"Certo. Ti ascolto."
E mentre Giuseppe scandisce la parola “genocidio”, ricevo la segnalazione di una chiamata in attesa.
"Scusa un attimo, carissimo."
Intanto si sono fatte le 21.10.
"Io sono arrivata. Tu dove sei?"
"Ah bene. Guarda, sono in fondo alle pensiline. Appena uscita, ti troverai di fronte due insegne della Toyota… "
"Ah sì?"
"Sì. Tu prosegui fino alla seconda Toyota. Mi troverai lì."
"Va bene."
"Okay."
Giuseppe mi invia un sms chilometrico con la conclusione della scaletta. Bene.
Nuovo squillo.
"Luigi."
"Sono Jasmina."
"Sì, dove sei?"
"Sono fuori, ma tu piuttosto dove sei?"
"Anch'io sono fuori. Okay, aspetta, ti raggiungo. Dimmi… " faccio, scendendo dall'auto. "Le vedi, le insegne Toyota?"
"No, qui non c'è nessuna Toyota."
Accelero il passo, sudo freddo.
"Come, nessuna Toyota? Ma, dico, hai varcato le porte a vetri?"
"Certo. Ma qui di Toyota neanche l'ombra."
"Lascia perdere. Ti sto raggiungendo."
Costeggio a passo di marcia la fila di pensiline. Giungo in fondo, ma della mia amica serba nessuna traccia.
Cavolo. Che sia scesa in un altro aeroporto? Comincio a temere di essere precipitato in un'allucinazione cyber da realtà alternativa.
Torno sui miei passi, sempre più sudati. Scruto auto, passeggeri e autisti con occhio da poliziotto. Getto un'occhiata speranzosa alla mia auto, ma incrocio solo lo sguardo di Chiara, che smonta dalla Rover e allarga le braccia.
"Ma non è arrivata?" grida, più perplessa che allarmata.
"Sì che è arrivata, ma non so dove!"
Nuovo squillo del cellulare.
"Ma dove sei?"
"Eh, dove sono. Sono… aspetta! Dimmi cosa vedi, dài."
"Vedo un'information point."
"Aspetta, costeggio le porte da fuori, non puoi essere scomparsa! Comunque tranquilla, vedrai che ti troverò."
"Okay."
"… Luigi?"
"Sì? Vedo un certo Rustichelli."
"Rustichelli, eh? D'accordo, abbassa o spenderai un patrimonio in indicazioni di cartelli pubblicitari." trovo il coraggio di dire.
Andiamo a caccia di Rustichelli, qualunque cosa sia.
M'imbatto in un crocchio di addetti di hotel, i cartelli d'ordinanza bene in vista. Mi avvicino al meno arcigno.
"Una mia parente si è persa. Dice che mi aspetta da Rustichelli. Sa mica dov'è?"
"Eccerto che 'o so, 'a bello! Devi da annà dritto, nun te poj sbajà! 'A trovi senza meno, 'sta parente."
"Grazie" rispondo, incamminandomi a razzo.
"E de che?" fa quello, alle mie spalle.
Pochi passi e la individuo. Lunghi capelli biondi, trolley al seguito, marsupio alla vita, quando mi vede arrivare rilassa il viso in un ampio sorriso. Ci abbracciamo.
"Ma allora non eri uscita!" obietto in tono scherzoso, indicando le porte a vetri che danno sulla strada con le pensiline.
"Ah, no!"
Scuoto la testa, ridiamo.

JT bloggingMezz'ora dopo siamo a casa. Mentre prepariamo una sciocchezza da mettere sotto i denti, Jasmina mi chiede, un'ombra di preoccupazione nello sguardo: "Tu ce l'hai il wi-fi, VERO?"
"Certo." rispondo, accendendo il modem. Il LED verde della rete Airport s'illumina. Non è solo la moglie del padre del cyberpunk, Jasmina. È lei stessa cyber. Estrae rapida da una zip della valigetta la custodia del MacBook bianco. Lo risveglia dallo stop, e, senza staccare gli occhi dal display mi chiede la password per accedere alla rete. Non la ricordo più, improvviso e ci dice bene.
"Sai, devo controllare spesso il mio blog, per vedere se va tutto bene." dice, scorrendo l'indice sulla trackpad.
"Immagino, il tuo è un blog per lo più politico."
"Infatti. Mmmm…. no, è tutto Okay."
Abbassa il coperchio, sotto lo sguardo attento di Carletto, il mio gatto nero.

Trangugiamo qualche boccone e tante parole. È tardi, ma decidiamo di procedere alla storica firma del contratto editoriale, momento che immortaliamo con uno scatto della Panasonic.

Segue Rome by night in auto, quel tanto che basta per suscitare nella nostra amica echi e ricordi degli anni trascorsi a Roma. La accompagniamo al mini appartamento che le abbiamo riservato.

Roma
(fine della prima parte)

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