I Corti di XII: Una Lettera dal Fronte di Francesco Angelo Lanza

Un punto di vista sulla guerra e sulla sua violenza nel racconto Una Lettera dal Fronte di Francesco Angelo Lanza tratto dalla raccolta Corti.

Autore: Francesco Angelo Lanza
Corto: Una Lettera dal Fronte
Categoria: Welter (1800 caratteri)

UNA LETTERA DAL FRONTE
di Francesco Angelo Lanza

Anno 2007.

C’è chi dice che siamo noi gli aggressori, che vogliamo forzare l’esportazione della nostra civiltà. Tutte chiacchiere da intellettuali: in questo deserto di cemento la pace te la puoi dimenticare.

Ieri mattina uno dei ribelli si è fatto saltare in aria mentre i miei compagni lo perquisivano. Aveva del C4 nelle mutande. Ero lontano, e sono sopravvissuto, ma vi giuro che ancora adesso mi pare di vedere la scena al rallentatore: giuro che mentre si disfaceva, mi ha guardato, e ha tirato fuori la lingua. Ho vomitato per quasi tutto il giorno, dopo aver finito le lacrime. Ora sono qui, in infermeria, perché non riesco più a reggermi sulle gambe. I medici dicono che sono ancora sotto shock e che forse mi mandano in licenza.
Da quanto dura questa Guerra? Per me da tutta la vita. Sono cresciuto con le immagini del telegiornale, con le stragi dei terroristi nella mia stessa città, e con la sensazione di non poter scappare da nessuna parte, perché il terrore non ha confini: una volta sdoganata la follia, non c’è più niente che possa tenerla. È una valuta universale. È commercio, è cassacontinua.
La nostra unica moneta, invece, è la vita. Abbiamo acceso un mutuo eterno con la morte.
In questo pomeriggio fatto del bianco delle lenzuola e dell’odore di disinfettante, nel pallido sole che solo il mese di Dhul Qada riesce a regalare, mi chiedo se, nel 1424, i politici – sia i nostri che i loro – avrebbero mai immaginato che oggi saremmo stati ancora qui a morire, 583 anni dopo quella disputa economica tra i capitribù Bash e BinhLadh. Ma ho come l’impressione che i politici non riescano mai a considerare gli eventi oltre il ridicolo naso della propria esistenza.
Che Allah il Misericordioso abbia compassione anche delle loro anime.

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