I corti di XII: La Mossa Svedese – Massimo Vassallo

Un discorso di premiazione deve essere originale per non annoiare il pubblico, soprattutto quando è stato assegnato un premio Nobel. Vediamo come la pensa su questo argomento Massimo Vassallo nel racconto tratto dalla raccolta Corti.

Autore: Massimo Vassallo
Corto: La Mossa Svedese
Categoria: Welter (1800 caratteri)

LA MOSSA SVEDESE

di Massimo Vassallo

«Signore e signori, mi ero scritto un bel discorso di ringraziamento per tutti voi dell’Accademia svedese e per le centinaia di selezionatori che da tutto il mondo hanno inviato qui le loro preferenze, votando me per l’assegnazione del premio Nobel 2008 della Letteratura. Sono contento di essere qui, e prima che vi accorgiate che io non sono lui, cioè che al suo posto sono venuto io, me ne sarò andato da un pezzo, anzi, ce ne saremo tutti andati da un pezzo, perché voi, come tutti, i discorsi degli altri non li ascoltate proprio.
«Io vi capisco, sappiatelo, ma so che se anche vi dicessi che la regina di Svezia è una baldraccona, voi continuereste a pensare ai casi vostri, alla segretaria che assomiglia a Monica, al garzone del fornaio che assomiglia al garzone del fornaio, a vostra figlia che vuole una mandria di cavalli mentre voi avete solo una carretta da tirare, e così via. Lo so, la sto facendo lunga, ma del resto mi hanno suggerito che un discorso di ringraziamento per il Nobel deve grossomodo durare cinque minuti; tempo minimo e anche massimo, in modo che da un lato voi abbiate il tempo di immergervi nei vostri pensieri, svilupparli e portarne almeno uno verso conclusioni razionali, dall’altro che il tempo non ecceda la durata media del pensiero strutturato di un accademico. Ve lo dico con franchezza, perché fra pochi secondi, scaduti i cinque minuti, il vero Nobel per la Letteratura che sta nell’atrio premerà un pulsante, che invierà un’onda radio al meccanismo di detonazione di un pacchetto di plastico posto sul soffitto del piano di sotto.
«Esimi colleghi, cari amici, vi ringrazio. Ho finito.»
L’applauso scrosciò, entusiasta, tutti si alzarono in piedi sorridendo, anche lui sorrise e annuì, agitando l’assegno da un milione e mezzo di dollari.
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