Le sfere di Klerksdorp (2/2: il dibattito) | Punto Interrogativo. Numero 9

di Daniele Bonfanti
 

Bentornati in Sudafrica. Chiudiamo oggi il viaggetto con

Le sfere di Klerksdorp (2/2: il dibattito)

Nessun mistero? Così non pare: Cremo, Thompson e Marx rispondono che le conclusioni fanno acqua, perché il grado di durezza della limonite (4° o 5° grado scala di Mohs) non è compatibile con quello delle sfere trovate, che non era possibile incidere nemmeno con una punta d’acciaio.
Anche il colore non era corrispondente: giallo o marrone quello della limonite, contro le striature bianche e blu presenti sulle sfere. Va detto: prove fotografiche di queste colorazioni anomale non sono disponibili, come del resto è molto scarso qualunque tipo di materiale sulle sfere.
Un altro fatto è strano: le sfere non sono di un unico tipo. Secondo Marx alcune sono dotate, all’interno, di un nucleo bianco e spugnoso. Di questo nucleo Bisschoff non parla.

Riguardo l'obiezione per la quale casi simili fossero documentati da anni, anche questo portato spesso come argomento "contro" il mistero, torniamo a quanto già detto, a obiezioni che mancano completamente il bersaglio. Viene da rispondere: “Sì, quindi?”. Che fossero ritrovate sfere simili non a Ottosdal, o comunque prima, le rende meno inspiegabili? Il mistero è forse che siano state trovate a Ottosdal? A me, non sembrava.
Idem per il discorso della datazione. Oltre, come ho già detto, a non costituire una soluzione del problema che le sfere siano relativamente più giovani, (e comunque non ci dicono quanto, e studi non ne sono stati fatti, solo ipotesi a tavolino), ci troviamo qui di fronte a un ragionamento a posteriori: visto che la mia conclusione è che siano di origine naturale, allora modifico i dati del problema in modo che siano compatibili con la mia conclusione. I dati non sono stati modificati in base a prove, ma in base ai risultati.
In realtà la conclusione di Bisschoff non fa che rinforzare il mistero, per certi versi, perché ammette che la sfericità è un po’ troppo regolare.
E, per quanto non lo dica, anche se è vero che la limonite crea concrezioni sferoidali, non è mai stata trovata una forma così regolare di origine naturale. Né di limonite, né di nient'altro.

L’altra parte della barricata, comunque, risponde: dice che non sono state fatte prove di incisione. Marx dice di sì, che ha provato con una punta d’acciaio, ma questo viene ignorato, perché non è un esperimento attendibile. Verissimo. Sacrosanto. È necessario un esperimento in laboratorio.

Che non viene mai fatto.
Dicono che la goethite, una variante della limonite, è molto dura, al contrario della limonite che è friabile. Potrebbero dunque essere di goethite. Potrebbero. Bisschoff non parlava di goethite, ma potrebbe essere così.
Non viene verificato.
Riguardo l’origine artificiale dei solchi: dicono che se appare su una sola delle palle, allora non ha importanza.
Perché? Non si sa.
Forse perché, se è su una sola, allora possono essere stati Marx o suoi collaboratori a praticarli. Infatti, non si mancò, com’è ovvio, di accusare Marx di avere inscenato lui una frode.
Poi la palla da baseball è stata rubata: prevedibile, viste tutte le chiacchiere che le giravano attorno – ci fu anche un programma del 1996 sulla NBC, ricettacolo di inesattezze pacchiane, peraltro, che gettò una luce sbagliata sull’argomento – e che si erano gonfiate e ingigantite fino a conferirle poteri magici.
Altrettanto prevedibilmente, Marx fu accusato di essere lui il ladro; di aver occultato la sfera per ingigantire il mistero e per evitare ulteriori verifiche sulla sfera. Senza prove, chiaro.

Le conclusioni di Bisschoff sono assunte asetticamente come “ufficiali” e accettate dalla comunità scientifica internazionale. Anche se nessun altro geologo ha studiato le sfere, o ha verificato i suoi esperimenti, e non sono stati fatti ulteriori studi: solo tante chiacchiere.

Neanche uno studio.
Viene da credere che ci sia qualcosa da nascondere?
Vedete voi. Io mica mi sbilancio…

C’è stato un twist piuttosto grottesco della vicenda, poi. Alcuni studiosi hanno cominciato a sostenere che la posizione dei sostenitori del mistero fosse quella dell’ultradestra cattolica americana e dei sostenitori del Creazionismo ebraico-cristiano. Questo è pazzesco, visto che le sfere sono molto più antiche dei 6000 anni voluti dai creazionisti cristiani per la vita della Terra, e sarebbero quindi una prova contro il loro Creazionismo.

Un classico esempio di chiusura mentale antiscientifica, portato avanti proprio da chi accusa di antiscientificità gli “avversari”: le tesi alternative, invece di essere discusse, vengono demonizzate o ridicolizzate, cercando di relegarle in ambienti quanto più distanti dalla scienza.

E poi, come sempre, il Delirio – specie su Internet, ma non solo: a volte le sfere sono di 1 o 2 centimetri, altre volte di 10. A volte le sfere sono di una lega di nichel e ferro non presente in natura, (in base a quali studi non ci è dato sapere), fino a leggere che sono state trovate migliaia di sfere, tutte con tre incisioni parallele…

Ma andiamo a concludere.

Concludiamo facendo un salto, per un attimo, nel mondo del fumoso più assoluto. In una fantomatica lettera un fantomatico mister John Hund – se provate a googlare, non trovate niente, se non un professore di Finanza che ha un cane simpatico ma chiaramente non è il nostro uomo; nome fittizio, dite? – diceva di aver ritrovato una sfera in un una miniera vicino a Ottosdal. Notando il perfetto bilanciamento della sua sfera, la sottopose all’attenzione dell´Istituto Spaziale dell’Università di California; Hund dichiara che la risposta fu: “il bilanciamento é talmente perfetto che eccede le nostre attuali tecnologie di misurazione”. Un ricercatore della Nasa – chiaramente senza nome – avrebbe anche detto a Hund che l’unico modo per creare un oggetto simile sarebbe lavorare a gravità zero. La lettera, si narra, stava sulla pagina Web del museo di Ottosdal; poi, è sparita.

L’attendibilità di questa parte della storia è anch’essa, come la gravità della lavorazione, pari a zero; però è divertente, e visto che ha suscitato chiacchiere a volontà, finisce di diritto anche nel nostro articoletto.

L'atteggiamento sensazionalistico, chi bazzica in questi argomenti lo sa fin troppo bene, fa male all'archeologia del mistero, perché la circonda di un'aura di superficialità e di imprecisione. Se Internet da un lato è uno strumento fondamentale per la diffusione delle tesi alternative, il rovescio della medaglia è che molti utenti altro non fanno che copia-incollare acriticamente qualunque cosa trovino su un dato argomento, senza premurarsi di verificarne l'affidabilità.
Per esempio se io adesso qui scrivessi:

Il professor Andrew Pilgrim dello Space Research Institute di Philadelphia ha dichiarato, piuttosto sconcertato: "sottoponendo una delle sfere a una termografia computerizzata in camera ipobarica, il nucleo interno è risultato generare un lievissimo calore. Non riusciamo a spiegarci le ragioni di questo fenomeno."

Scommetto che, se non dicessi che è la prima cosa che mi è venuta in mente, troveremmo presto il nostro valido Pilgrim autorevolmente citato da qualche parte sulla Rete…

Le sfere, intanto, al di là di tutte le chiacchiere, le accuse e le controaccuse, sono e restano impassibili e zitte, stranamente sferiche, preoccupantemente simili a manufatti, del tutto dissimili da qualunque altra cosa sulla Terra.
 


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Restiamo in Africa per il prossimo articolo, anche se ci spostiamo un po' più a Nord e andiamo in Egitto. E racconteremo di un classico che più classico non si può: La Maledizione di Tutankhamon. Tutti ne hanno sentito parlare, ma quanti ne conoscono davvero la storia?

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