I corti di XII: Anno Duemila – Stefano Sampietro

Ecco il seguito di Anno Mille, Anno Duemila di Stefano Sampietro, racconto che fa parte di una trilogia legata alla fine dei vari millenni e tratto dalla raccolta Corti.

Autore: Stefano Sampietro
Corto: Anno Duemila
Categoria: Welter (1800 caratteri)

ANNO DUEMILA

di Stefano Sampietro

Il sole del tramonto viene filtrato dalle vetrate azzurre e ocra della piccola cappella sconsacrata, formando labili lame di luce e riverberi indistinti sui dipinti alle pareti. Giacomo ascolta le parole di Athos Kermel, il leader spirituale della sua setta, con attenzione estrema, come se ogni sillaba proferita fosse un tassello essenziale e imperdibile per la comprensione della Verità.
«Così sarà, vi dico, soltanto la fede vi garantirà la felicità eterna, soltanto…»
La voce di Athos è melodiosa, convincente. Giacomo è felice, perché è sicuro della propria fede, e guarda il grosso orologio digitale sul fondo della cappella, dove un tempo c’era l’altare cristiano. Le cifre rosse indicano le 16:50.
Poco più di sette ore e il mondo finirà.
«…pietà di coloro che non vedono, come noi, l’essenza…»
Athos continua a parlare. Giacomo, per un momento, si distrae, pensa alla sua famiglia, a sua madre, suo padre. Sente un profondo senso di rimorso perché non è riuscito ad aprir loro gli occhi. Cosa staranno facendo adesso? Saranno impegnati a preparare il cenone di fine anno o staranno pensando a lui come a un figlio perso?
Poi si scuote. Alle narici gli giunge un odore simile a incenso, ma più pungente. Torna a concentrarsi sulle parole del suo leader.
«…ora che pensiate al vostro nome rigenerato, quello che avete scelto. Focalizzate la vostra attenzione…»
Giacomo porta la mente su “libero gabbiano”. Quando, qualche mese prima, aveva pensato a quel nome, gli era inizialmente sembrato banale, ma ora è diverso, ora è un nome carico di armonia e di rassicuranti certezze.
«…entrare nella vostra anima, non sarete più gli stessi uomini tristi…»
Si concentra ancora di più. L’odore è diventato più intenso. Sarò libero gabbiano, si dice e, nonostante fatichi a respirare, sorride.

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