Anticipazioni – Brani Tarot Ludus Hermeticus

Ventidue racconti ispirati agli arcani maggiori dei tarocchi, dodici autori, o meglio, XII autori e un limite massimo di pagine per completare il lavoro. Cosa avranno combinato i personaggi coinvolti nel progetto?
Scopritelo leggendo questi estratti tratti dalla raccolta Tarot – Ludus Hermeticus:

Da Il Matto, di Francesco A. Lanza
dedicato ad Andy Kaufman

Il Presidente passò davanti alla scrivania di Giovanna, la sua segretaria. L’unica persona che conoscesse davvero tutto degli studi. Osservò i due altissimi schedari ai lati della sua scrivania, quello con le cartelle degli assunti a destra, quello con le cartelle dei licenziati a sinistra. Buoni e cattivi. Sulla scrivania aveva la cartella di Andy.
«Un giorno o l’altro dovrai decidere da che parte debba stare», disse lei da sopra gli occhiali calati sulla punta del naso.
«Cos’altro ha combinato?»
«L’ha fatta in diretta. Si è calato la zip dei pantaloni e l’ha fatta sulla gamba di Costanzi.»
Il Presidente la guardò come per dire “vai avanti”. Giovanna riprese prendendo in mano un foglio di appunti e leggendo, con il tono di chi stesse elencando la spesa prima di andare al supermercato.
«Poi ha preso in braccio Sophie e l’ha stordita con una mossa di wrestling, alzando poi le braccia al cielo e proclamandosi campione mondiale di lotta libera mista. Se vuoi posso andare avanti. Bene. Infine ha scalzato il direttore dell’orchestra, che era stata fatta partire per cambiare rapidamente blocco, si è messo a urlare, guardando gli spartiti, perché non parli?! e per finire ha dato fuoco alle partiture di tutti i musicisti e al gonghista.»
«Al cosa?»
«Quello che suona il gong.»
«Abbiamo uno che suona il gong?»
«Sì. Ha cercato di dargli fuoco gridando: tu non servi a niente! Niente!»


Da L'Appeso, di Enrico Proserpio

Lui era un ragazzino biondo, con gli occhi d’un azzurro chiarissimo e malinconico, e un volto da angioletto. Quando arrivò, indossava un vestito nero troppo abbondante. La sua esile figura nuotava in quella giacca smisurata. In testa aveva un largo cappello anch’esso nero. Lo chiamavano Jack ma il suo vero nome era John, John Church. Cosa poteva fare un ragazzino di vent’anni con quell’aspetto, un nome da evangelista e un cognome del genere? Faceva il predicatore, ovviamente. Entrò nel saloon solo dopo essere passato in chiesa. Aveva un libro in mano. «Ehi, ragazzino, entrare qui senza pistola non è una cosa da fare se ci tieni alla pelle!» gli aveva detto un cowboy ridendo a crepapelle. «La croce è la mia pistola, il Padre nostro che è nei cieli guida la mia mano e mi protegge», aveva risposto serio lui. «Vorrei un whisky, signore» disse poi a Hermes. «Ehi ragazzi, avete sentito? D’ora in poi portate più rispetto perché io sono un signore!» gridò Herm. Prese il whisky da dietro il bancone e lo servì al predicatore. «Senti ragazzo», gli disse, «se vuoi vivere qui devi essere meno… delicato. Qui di signori non ce ne sono. Ci sono solo cowboy, fuorilegge e puttane.»


Da La Morte, di Marco Pagani

Dreimeister uscì e tornò dopo un attimo con un grosso boccale coperto e un bicchiere più piccolo che mise di fronte allo straniero, mentre appoggiò il boccale vicino a sé.
«Allora, Athanasius? Se sei qui così presto, deduco che le cose stanno andando male»; aveva aperto il boccale e soffiato via la schiuma.
«Male? Male?» La sua voce era quasi un sussurro. «Non puoi averne la minima idea, Herm!» Appoggiò sul tavolo il bicchiere di sidro da cui non aveva ancora bevuto e si sporse un po’ in avanti: «La rivolta è arrivata fin qui, Herm.» Il Locandiere aggrottò la fronte senza dire nulla. «Ieri a Schlederbach si è scatenato l’inferno. Gruppi di contadini sbandati al seguito di qualche testa calda sono arrivati verso sera e hanno iniziato a razziare e devastare tutto. La gente si è chiusa in casa, ma quelli hanno sfondato porte e finestre; prima hanno passato a filo di spada tutti i ricchi proprietari e i commercianti e hanno saccheggiato le botteghe, poi la loro furia si è scatenata e hanno colpito chiunque trovassero in giro.»
«Sono anabattisti o muntzeriani?» Anche Dreimeister aveva appoggiato il boccale senza averne bevuto neanche un sorso.
«E chi può dirlo, Herm? Quando la furia si scatena non ha più nome né volto!»
Il Locandiere assunse un’espressione severa:
«I poveri stanno presentando il conto di secoli di fatiche, ingiustizie e maltrattamenti da parte dei nobili e dei falsi profeti della Chiesa. E la collera che si sta alzando è terribile.

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